Più di 750.000 “predatori” sessuali a caccia di bambini, sono connessi a internet in modo continuativo * 40 milioni di bambini nel mondo sono vittime di abusi sessuali: 1 bambina su 4 e 1 bambino su 9 hanno subito qualche forma di abuso sessuale prima di compiere i 18 anni

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sabato 4 agosto 2012

Arrendersi: MAI

Ci stiamo accorgendo di uno scoraggiamento da molti dei nostri amici e sostenitori.
Firmano la petizione (e di questo gliene siamo grati) ma aggiungono commenti di resa, di essere sconfitti in partenza, di essere poca cosa davanti ad un enorme esercito ben armato.
Be, purtroppo è tutto vero, ma solo una cosa è sbagliata, noi non siamo poca cosa.
E poi comunque non si può restare indifferenti a quello che succede, stiamo parlando di bambini di 10 anni schiavizzati e costretti a fare cose inimmaginabili, di una violenza disumana, che spesso va oltre il rapporto sessuale.
Noi non possiamo e tantomeno vogliamo, mostrare foto e video, certe immagini vanno eliminate immediatamente, e noi ci stiamo chiedendo se quel poco che facciamo sia o meno efficace, ma se non lo facciamo noi chi lo fa?
La situazione cambogiana meriterebbe intere prime serate e invece le dedicano a quante ragazze si sia scopato Berlusconi.
Quello che dobbiamo fare è unirci, anche tra gli altri blog che si dedicano alla protezione dei bambini, dobbiamo raccogliere 5.000 firme, questo sarebbe il primo sassolino che gli tiriamo contro, però magari gli finisce nella scarpa e gli fa male quando cammina.
Queste piccole creature di Dio, hanno avuto la grande sfortuna di nascere nelle famiglie più povere di Phnom Penh o altre grandi città, dove povertà significa la fame, anche nelle campagne le grandi industrie lavorano tutta la terra, chi lavora x queste compagnie, che sono quasi tutte francesi (lingua ufficiale) o statunitensi, riesce appena a sopravvivere, gli altri sono sempre più poveri.
Ed è proprio x questa estrema povertà che si vendono i bambini.
Certo, per quanto sia difficile comprendere come possa un genitore vendere un figlio per sfamare gli altri, noi è argomento di adesso, tant'è che ciò succede e questi bambini si trovano ad essere schiavizzati.
Come già spiegato negli articoli precedenti, il sistema è questo: la mafia offre un orestito al capofamiglia, assicurandolo che a breve avrà un lavoro che gli garantirà di far sopravvivere i suoi cari e di estinguere il prestito con tempi molto lunghi senza nuocere al fabbisogno famigliare.
Lui accetta di buon grado, ritenendo queste persone null'altro che buon samaritani, prende il prestito e aspetta la chiamata per iniziare a lavorare.
Dopo alcuni giorni si presentano altre persone, con un atteggiamento completamente differente, dicono che non esiste nessun lavoro, che le persone che erano venute prima non contano niente, ma soprattutto pretendono i soldi che nel frattempo non ci sono più, serviti x comprare viveri.
Il capofamiglia viene messo prepotentemente alle strette, o trova i soldi o vende uno dei suoi bambini, scelto da loro chiaramente.
Ecco come queste innocenti piccole anime si trovano coinvolte nel peggiore degli incubi.
Quel poco che noi facciamo è una goccia nell'oceano, ma è la strada giusta, quella dell'unione.
Non parlare di queste cose è proprio il modo x non lasciare che la gente si unisca, si coalizzi, perché il modo è questo, una viva, immensa protesta.
Cercheremo di coinvolgere altri blog impegnati nella nostra stessa lotta, Massimiliano Frassi su tutti, sempre pronto a sponsorizzare ogni nostra iniziativa, con le 5.000 firme faremo sentire la nostra voce.
Faremo capire che non siamo intenzionati solo a parlare, a dimostrare tutto il nostro disprezzo per i pedofili.
Restiamo disponibili a linkare chiunque voglia partecipare, siamo per i motto “IL NEMICO DEL MIO NEMICO E’ MIO AMICO.

 


Ognuno di noi faccia la sua parte, combattiamoli, fermiamoli, salviamo quelle povere anime innocenti, pensiamo che un giorno potranno sorridere, magari noi non lo vedremo quel ,ma è tutto dedicato a noi.
linkiamoci su ognuno dei nostri blog, su facebook, messenger, twitter,, pagine web, uniamoci e combattiamo insieme x questa petizione, ognuno che linkerà il mio logo sarà linkato sul mio.

X linkarmi copiare questo codice: <a href="http://zeronesto.blogspot.it/" target="_blank"><img src="http://i566.photobucket.com/albums/ss103/lupoparlante/bottoni/nst.gif" border="0" alt="difendiamo i bambini"></a>

firma 0nesto

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giovedì 26 luglio 2012

Le nostre firme

Prendiamo spunto da Elisa per questo articolo, la nostra carissima Elisa firmando la petizione contro il turismo pedo sessuale, aggiunge un commento mostrando la sua perplessità nell'efficacia di tale petizione, come può una semplice petizione online fermare questo orribile mercato di bambini? La domanda è lecita, siamo il nano che combatte il gigante, le nostre possibilità di riuscita sono alquanto limitate.
Ma la nostra amica forse non è al corrente di quanto tempo è che combattiamo il turismo sessuale in Cambogia, abbiamo già pronto un dossier con prove fotografiche dei posti dove si organizzano gli incontri, nomi delle agenzie, nomi dei diretti organizzatori e delle famiglie mafiose che gli coprono le spalle, locazione dei bordelli, con video dell'afflusso di clienti e molto altro ancora.
Una copia di tale dossier è stata presentata alla magistratura, ma non può essere presa in considerazione se non avvallata da una raccolta di almeno 5.000 firme.
Ecco perché abbiamo aperto la petizione, che a questo punto diventa di vitale importanza, ecco perché abbiamo fatto un appello a tutte le persone che ci seguono.
Cara Elisa la tua firma ci rende orgogliosi, proprio perché fatta malgrado i tuoi dubbi, ci dimostra che comunque abbiamo la tua fiducia, vuol dire che stiamo lavorando nel modo giusto.
In ogni caso si deve fare qualcosa, questi bambini si trovano ad essere comprati e schiavizzati, le violenze che subiscono sono di un'atrocità inimmaginabile, vengono girati dei video dove si dimostra ai clienti fin dove possono spingersi, è compreso anche lo "snuff" che significa l'uccisione del bambino dopo le violenze.
Nessuno prende iniziative in difesa di queste creature, spesso non sono nemmeno censite, non esistono, sono abbandonate nelle mani di orchi che cercano solo di fare soldi, una petizione è poca cosa, ma è solo un altro tentativo di una lotta che dura da anni, dove abbiamo dedicato tutto il nostro tempo libero, dove ci siamo autofinanziati fino a svuotare i nostri conti bancari, dove abbiamo subito accuse incredibili, trovando la legge contro di noi per i modi con cui avevamo preso informazioni, dove il dossier che avevamo presentato è magicamente scomparso, insieme all'incartamento che dimostrava il lascito alla magistratura, per poi essere accusati noi stessi di possesso di materiale pedopornografico dopo una perquisizione alla sede del nostro gruppo.
Cara Elisa, cari amici, voi tutti che ci siete acconto in questa lotta, non ci abbandonate, adesso più che mai abbiamo bisogno di voi, ricordate che siamo gli unici a preoccuparci dei bambini cambogiani.
Convincete i vostri amici a firmare la petizione, fermiamo questo scempio.
Di questo dossier non possiamo mostrare niente, è troppo atroce, anche se vedendolo, tutti si adopererebbero in difesa di queste creature di  Dio.


firma 0nesto

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martedì 24 luglio 2012

GLI ITALIANI: I migliori cliente del turismo pedo sessuale, GLI EUROPEI: Il 70% dei clienti

Questo triste primato che disonora il nostro camera con bambinapaese, ci lascia molto amareggiati, anche come europei non siamo da meno, il mercato del turismo sessuale è sempre più fiorente.
I media, i grandi comunicatori d'informazione, non mettono mai in evidenza questa situazione di schiavitù vera e propria, un'omertà che non riusciamo a spiegarci.
Come riportato nel precedente articolo, siamo stati in grado di entrare nel database dell'Alitalia, di quello della linea aerea cambogiana e di tutte le compagnie che eseguono questa tratta.
Abbiamo preso in esame solo gli italiani, la media è di 4/5 viaggi in Cambogia x ogni anno, con una media di 3/4/5 giorni a viaggio, sempre da soli malgrado tutti possiedono una famiglia più o meno numerosa.
turista pedo sessualeLi abbiamo identificati, ma non possiamo rendere pubblici i loro nomi, tentare di informare la polizia postale è inutile, conoscono anche loro perfettamente chi sono, ma non ci spieghiamo perché continuano a  fare questi viaggi di... lavoro senza problemi.
Quello che non abbiamo fatto a meno di notare è che si tratta di gente molto facoltosa, per questo crediamo che siano intoccabili, di certo ad un nostro tentativo di sputtanarli ci siamo ritrovati pieni di guai, praticamente perseguitati, fino al punto di decidere se continuare a lottare o abbandonare tutto.
Ma abbandonare tutto significava principalmente lasciare queste piccole creature al loro destino, a quello che la sorte a riservato loro, un'adolescenza da incubo.
Conosciamo praticamente tutto sul turismo pedo sessuale in Cambogia, ma abbiamo capito che l'unica possibilità che abbiamo di cambiare le cose è la raccolta di 5.000 firme, attraverso la petizione che abbiamo avviato, la riuscita di questa raccolta di firme ci permetterà soltanto di presentare una richiesta d'intervento del nostro governo ad interessarsi del problema, poi faranno seguito altre iniziative.
QUESTO E' UN APPELLO, tutta la solidarietà incontro in hoteldimostrataci, tutte le persone che da sempre ci seguono, che rendendo questo uno dei blog più visitati in Italia nella lotta contro la pedofilia, sono chiamate a dare forza alla nostra indignazione, non basta che ognuno di noi firmi, ma dobbiamo convincere a farlo anche ai nostri amici, parenti, semplici conoscenti, tutte le persone che sono stufe di sentire sono parole, che vogliono iniziare a fare i fatti.
Abbiamo ottenuto molto in questi anni terribili situazioni si sono risolte x merito delle segnalazioni ricevute dai messaggi anonimi che molti di voi ci hanno segnalato, siti chiusi, pervertiti che hanno smesso di andare a caccia di bambini, non sempre abbiamo usato metodi regolari  ma questa è un'altra storia.
Ci teniamo a ricordare, anche se l'abbiamo fatto molte volte, che non chiediamo mai soldi, che chiunque tenti di farlo a nome nostro o di altre associazioni, sta tentando di truffarvi.
Riuscire ad accumulare 5.000 firme non è poi impresa così impossibile, basta dedicare qualche minuto del nostro tempo e salveremo bambini a cui si sta negando la loro adolescenza a discapito di torture sessuali disumane, che abbiamo raccolto in un dossier che presenteremo insieme alla petizione, nel frattempo abbiamo deciso di non mostrarlo sul blog, è troppo brutto, non è proprio il caso di vedere certe cose, ma credeteci, non possiamo abbandonare queste creature di Dio, colpevoli solo di essere nati nelle famiglie più povere di un paese senza scrupoli, senza morale, senza cuore.


CLICCA QUI per firmare la petizione 

firma 0nesto

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venerdì 22 giugno 2012

A VOLTE RITORNANO, eccoci

Ci hanno perseguitato, messo alla gogna, accusato di non rispettare la privacy delle “brave persone”, quelle che lavorano, producono, rispettano i valori della famiglia e dell’onestà, poi se violentano qualche bambino povero e indifeso che male fanno, in fondo hanno sempre rispettato le regole e disprezzano i fuorilegge, vanno in Cambogia a stuprare piccole anime che non esistono, solo perché nascono in una famiglia talmente povera da non essere considerata nel censimento del popolo, vanno difesi dalla legge perché loro la legge la rispettano, perché le legge non punisce chi stupra bambini poveri cambogiani.


Credete a queste parole, abbiamo avuto modo di appurare quello che vi diciamo, pagando sulla nostra pelle, ci ritroviamo ad essere considerati noi i delinquenti, perché li abbiamo perseguitati, sputtanati, gli abbiamo tolto la maschera della brava persona e abbiamo mostrato il loro vero volto, quello dell’orco, del pervertito, che protegge i propri figli e ne stupra altri della loro stessa età.


Ci hanno sparato contro, quelli che pensavamo stessero dalla nostra parte ci hanno tradito, costretti al silenzio, costretti a non continuare la nostra lotta.
Siamo stati costretti a bloccare il blog, siamo crollati, abbiamo vacillato, inevitabilmente il nostro gruppo si è disperso.
contro la pedofiliaMa poi abbiamo guardato avanti, il blog malgrado fosse bloccato è stato visitato 20.000 volte in 2 mesi, abbiamo ricevuto una montagna di email, tra richieste di aiuto, espressioni di solidarietà, amici che ci chiedevano perché il gruppo non fosse più attivo, perché non ci fossero nuovi articoli e iniziative, chi più direttamente ci pregava di non smettere, perché vedeva in noi la voglia concreta di combattere la pedofilia.
Non ci riusciamo a deludere tutte queste persone, quello che abbiamo creato e veramente qualcosa di grande, di cui non ci eravamo resi conto.
Non possiamo tirarci indietro proprio adesso, costi quel che costi continueremo a perseguitare i pedofili, a dargli la caccia, a sputtanarli, a mandare lettere alle loro mogli x fargli conoscere chi è veramente quell’essere che gli dorme accanto, un pervertito che stupra bambini dell’età dei suoi figli.
Sappiamo che questo articolo farà sobbalzare dalla sedia tutti gli orchi, tutte le persone che li proteggono x essere ricompensate in denaro, sappiamo che resteranno amareggiati a vederci di nuovo attivi, sappiamo che ce la faranno pagare ancora, allora gli vogliamo parlare direttamente, in modo chiaro: “Non smetteremo mai di darvi la caccia, questo è solo l’inizio, credevate di averci fermato, ma siete riusciti solo a rallentarci, vi conosciamo uno x uno, proprio come ci conoscete voi, non avrete pace, non avrete perdono, dovete pagare e pagherete, più ci fermerete e più continueremo, siamo diventati molti, ho iniziato da solo ma oggi ce un intero reggimento pronto a proseguire, vorrei nominarli tutti, ma non vi concedo questo vantaggio.
Questo blog non siete riusciti a chiuderlo, se un giorno ci riuscirete ne nasceranno altri mille, non siete voi a essere il nostro incubo, siamo noi ad essere il vostro.
Metteremo le vostre foto nella rete, avvertiremo le vostre mogli, scopriremo ogni vostro viaggio da turista pedo sessuale, finché non smetterete di andare a violentare bambini innocenti, finche non avrete pagato x tutto il male che gli avete fatto”
.
Zer0nest0 è tornato, si è moltiplicato, si è evoluto, è divenuto parte integrante del gruppo “Odio la Pedofilia”, un gruppo molto grande, che cresce ogni giorno e diventa più potente, da oggi anche molto, molto più incazzato.
firma 0nesto

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lunedì 18 aprile 2011

Come si combatte la pedofilia?

dove sono i siti pedopornografici?
perché non vengono oscurati?
come difendo i miei bambini da questi siti?
Queste sono le domande che un genitore si pone di fronte al rischio della pedofilia online!
bambino nel webCerchiamo di dare le giuste risposte, ma soprattutto cercheremo di spiegare come difenderci dal pericolo di adescamento.
La maggior parte dei server che ospitano siti pedopornografici si trovano negli Stati Uniti, in Russia e in Olanda, attualmente nessuno in Italia, ma questo non ci estromette dal rischio di trovarci involontariamente in uno di questi siti.
il lupo mascheratoNormalmente i link pedofili si aprono automaticamente quando già si naviga alla ricerca di siti pornografici, ma si può aprire una pagina web pedoporno anche cercando siti di cartoni animati, ad esempio:
una signora che cercava dei festoni per il compleanno della figlia, è capitato di scaricare un file chiamato ‘Winnie The Pooh’. Solo a download completato si è accorta che quel file era di contenuto pedofilo.
winnie the poohQuesto chiaramente non è casuale, i file vengono chiamati con i nomi dei cartoni animati volontariamente, proprio per attirare l'attenzione dei bambini.
Purtroppo anche quando viene riconosciuto questo raggiro non è possibile oscurare il file, effettivamente in Italia non esiste ancora una legge ben definita che permetta di farlo (a differenza di quello che accade negli altri Paesi), gli internet service provider hanno l’obbligo di ripristinare un http da cui è stato rimosso del materiale pedopornografico.
Il massimo che possono fare i provider è di applicare dei filtri, ogni mattina la polizia postale intorno alle ore 10, pubblica una black list aggiornata, da quel momento hanno 6 ore di tempo x applicarli, filtri che facilmente vengono aggirati dai produttori dei siti della black list.
I siti contenenti materiale pedopornografico
lista nera inseriti nella lista nera, sono circa un migliaio. Il 60% di questi http e www viene scoperto grazie al monitoraggio h24 della polizia postale, il 40% con le segnalazioni o delle organizzazioni (come Save The Children, Telefono Azzurro, Meter e Ectpat), ed anche dai blog come il nostro, che ci onoriamo di essere uno dei più cliccati in Italia, con l'aiuto di privati cittadini che ci mandano in media una trentina di segnalazioni a settimana, che vengono controllate e verificate con un'organizzazione che non tralascia mai nessun link segnalatoci che poi passiamo  al monitoraggio della polizia postale.
Tutto questo lavoro ci permette di riconoscere i siti pedofili, ma non di oscurarli, almeno finché non esiste una legge ben specifica che permetta di farlo, questo in pratica è il motivo del perché continuano ad esistere, continuano a mostrare filmati o foto gratuitamente, ma è solo l’amo con cui si cerca di attirare l’utente, si fa vedere un’immagine ma poi, per accedere a tutta la galleria, si chiede di pagare con la carta di credito, purtroppo è un mercato fiorente, con molti clienti, esistono veri e propri abbonamenti mensili, malgrado vendere, comprare e scambiare materiale pedopornografico sia illegale.
chat
L'esistenza della pedofilia in rete è ormai appurata, il pericolo di cadere in un tentativo di adescamento è concreto, la percentuale di rischio continua a crescere, malgrado ancora i media e i grandi canali di comunicazione continuano a non dare il giusto spazio a questa minaccia del web, l'informazione sulla gravità del pericolo resta circoscritta ai blog, alle piccole realtà del web che cercano di combattere la pedofilia con le poche armi a disposizione.
X difendere i nostri bambini non possiamo contare sull'aiuto dello stato, piuttosto che della giustizia, che non è in grado di oscurarli, neanche dei provider che non hanno il potere di farlo, l'unico modo è difendersi da soli, con il nostro aiuto ed i nostri consigli, se non conoscete i sistemi di protezione.
logo ass. ita siti contro pedofilia L'unico modo in pratica resta il filtraggio, cioè la possibilità di riconoscere il pericolo e bloccarlo immediatamente, perché un solo minuto di visione di questi perversi siti può essere sufficiente a turbare la psiche di un bambino, perché questi pervertiti sono capaci di attirare l'attenzione di un bambino con un solo minuto, perché sono molto preparati, sanno bene come attirarli, il nostro nemico è molto preparato, dobbiamo esserlo altrettanto.
Praticamente è sufficiente un solo filtro, si chiama NAOMI, è in italiano, facile da comprendere, da istallare e da usare.
logo NAOMIRipetutamente consigliamo questo programma, abbiamo preparato delle spiegazioni x l'uso, con poco del vostro tempo potrete sapere come difendere i vostri bambini, noi siamo sempre disponibili x aiuto, consigli, interventi e quant'altro, il nostro scopo è combattere la pedofilia e aiutare chi vuole combatterla.
paura di guardareDi pedofilia si parla molto, ma di concreto non viene fatto niente x sconfiggerla, noi nel nostro piccolo possiamo fare poco x eliminare questa seria minaccia, ma possiamo difenderci e spiegare come fare a farlo, dando finalmente spazio ai fatti e non solo alle parole.
Abbiamo visto troppi bambini vittime dei pedofili, nel nostro gruppo ci sono ragazzi che purtroppo hanno subito sulla loro pelle questa terrificante esperienza, abbiamo ricostruito l'evolversi dei vari casi che conosciamo, concludendo che si poteva intervenire sempre, prima dell'irreparabile, perché chi poteva e voleva impedire l'abuso non sapeva come fare, o peggio non si era reso conto di quanto stava accadendo.
violenze famigliariLa maggior parte delle violenze sessuali accade nel nucleo famigliare e ce sempre un componente che è contrario, è questo che dobbiamo rendere forte, fargli capire che non è poi così difficile intervenire, che può trovare molte persone disposte ad aiutarlo.
La forza della pedofilia sta nella mancanza di informazione, nell'indifferenza di chi sa, nell'assurda vergogna che si prova a dichiarare di esserne vittime.
Si deve parlare di pedofilia, ma soprattutto si deve agire contro la pedofilia, noi cerchiamo di farlo, andando spesso oltre le nostre possibilità, ci ripaga l'essere riusciti ad aiutare alcune vittime, ad evitare che accadesse, ci ripagano le molte visite che riceviamo sul blog, i messaggi di solidarietà, le richieste di collaborazione, le segnalazioni che arrivano tramite i messaggi anonimi.
Il nostro gruppo “Odio la Pedofilia” all'inizio era formato da 4
odio la pedofilia logo persone, ora siamo quasi 40, con un sistema organizzato che si divide in precisi compiti, ci sono 5 ragazzi che possiedono ottime capacità informatiche, si occupano dei link sospetti, delle chat nei social network, nella ricerca di pedofili nel web, altri si occupano di cercare informazioni e di trasmetterle tramite il blog, abbiamo ragazzi studenti di sociologia che cercano di dare conforto e sostegno alle vittime che ci contattano, collaborano con noi, un psicologo, 2 insegnanti delle scuole superiori, un avvocato, 3 assistenti sociali, che offrono la loro collaborazione ma non fanno parte del gruppo.
odio la pedofilia Nel tempo abbiamo visto e sentito cose da rabbrividire, i pedofili sono dei bastardi pervertiti senza cuore, non vogliamo neanche raccontare una minima parte di quello che abbiamo saputo, possiamo solo dire che viene voglia di vederli pendere da una forca.
contro gli orchi Vogliamo ringraziare le persone che spesso ci fanno segnalazioni di link sospetti, grazie a loro molti siti sono stati bloccati, alcuni pedofili hanno smesso di tentare adescamenti, ognuno di noi può fare molto, più di quanto possa credere.
Anche tu che hai appena letto questo articolo puoi collaborare, la pedofilia ti provoca rabbia… usala per combattere la pedofilia.

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mercoledì 30 marzo 2011

Martin Anthony Smith, considerato pedofilo pericoloso, ma libero di stuprare

Martin Anthony Smith, pericoloso pedofilo Martin Anthony Smith latitante, viene finalmente arrestato il 7 maggio del 2010, è stato un sollievo x tutti noi, considerando che è uno tra i pedofili più pervertiti.
Era ricercato da 2 anni, in seguito alla sua mancata risposta alla libertà provvisoria decretata il 21 gennaio 2008.
Appunto, era in libertà provvisoria, è questo che ci lascia perplessi ancora una volta, malgrado i tanti reati di pedofilia commessi M. A. Smith era libero, continuava ad usufruire dei benefici di legge, eppure è lunga la lista degli abusi sessuali che ha commesso, riconosciuto colpevole di aver stuprato un ragazzo di 13 anni, di atti osceni in luogo pubblico avvicinando una ragazzina di 14 anni nella metropolitana, di attentato al pudore di una ragazza di 16 anni, di tentato stupro di una ragazzina di 15 anni, è fra l'altro, accusato di avere ripetutamente M. A. Smith esibizione da sensitivo abusato negli anni scorsi di una bimba di cinque anni, figlia di una sua compagna e di tentata violenza contro altri minori.
Tutti i reati sono stati da lui commessi tra il 1995 ed il 2005, tra condanne accuse e processi in corso, questo pervertito era ancora libero, se adesso si trova in carcere dal maggio 2010 e solo x non aver rispettato le condizioni della libertà provvisoria, quando sconterà la pena x questo piccolo reato probabilmente tornerà in libertà, malgrado sia considerato tra i più pericolosi criminali della Gran Bretagna, se non vengono confermate le accuse dei ripetuti stupri della bambina di 5 anni, adesso 20enne, oppure gli vengano tolti i benefici di cui ancora usufruisce, tornerà libero.
Martin Anthony Smith, 45 anni, nato a North Shields, è stato acciuffato in Spagna, a Barcellona, ed estradato nel dicembre scorso in Gran Bretagna per rispondere di 13 capi d'accusa che gli sono stati contestati per abusi, molestie, stupro, tentativo di stupro, atti indecenti contro minori

.
Lianne Smith Viveva con la moglie Lianne e due bambini, Rebecca di 5 anni avuta dalla precedente relazione e Daniel di 11 mesi avuto con la moglie Lianne, entrambi i piccoli sono state trovati morti in una stanza dell'Hotel Miramar, nella cittadina turistica di Lloret del Mar, vicino a Barcellona.
Lianne Smith ha confessato di averli uccisi soffocandoli con un sacchetto di plastica e di aver poi tentato il suicidio, motivando l'atroce gesto per il timore che i suoi figli fossero stati portati via dai servizi sociali.
Lasciando una confessione scritta nella Rebecca e Daniel stanza 101, che sarebbe servita quando venivano ritrovati tutti senza vita, ma dopo il mancato tentativo di suicidio (non si capisce bene in quale modo avrebbe cercato di togliersi la vita), lei stessa ha avvertito la reception chiedendo di far intervenire la polizia ed una ambulanza.
Martin Anthony Smith probabilmente è colpevole anche della pazzia della moglie Lianne, che viveva in totale sottomissione, vittima lei stessa della sua perversione, della camera dell'Hotel Miramar sua capacità di circoscrivere le persone, considerando che si spacciava per sensitivo, con il potere di percepire le cose prima che accadessero, addirittura è stato ospite nella trasmissione televisiva Living TV Most Haunted nel 2007, dove dichiarò di avere la capacità di guarire la depressione nelle mani.
L'arresto di Lianne Smith A noi anche stavolta resta solo il rammarico di sapere che la legge non è stata capace di limitare il male che questo pervertito ha fatto, che malgrado si fosse macchiato di uno tra i peggiori reati, che l'abbia fatto più volte, che esistano 13 capi d'imputazione contro di lui, tutti x pedofilia, fosse ancora libero, che l'unico motivo per cui finalmente adesso è in una gabbia è il mancato rispetto dell'accordo di cauzione.

Come si può fermare la pedofilia in questo modo?

E' giusto continuare a credere in questa giustizia?

Per tutti i pedofili in circolazione esiste un buon motivo che permetta di togliergli la libertà, ogni volta che indaghiamo su un arresto ci accorgiamo che la legge è stata troppo permissiva in passato, che il pedofilo aveva commesso già più volte lo stesso reato di cui non aveva pagato il giusto debito, che almeno l'ennesima vittima che ha violentato poteva essere salvata.

I pedofili vanno fermati subito, al primo reato e non all'ennesimo.

Esiste un solo modo, si chiama: tolleranza zero.

fiori x Rebecca e Daniel Significa nessun beneficio, sempre e solo il massimo della pena, togliere il diritto di privacy in modo che tutti sappiano da chi devono tener lontani i propri bambini, non considerare la pedofilia come malattia mentale oppure rinchiudere i pedofili se ritenuti malati di mente perché pericolosi.
E' molto semplice ma non viene mai attuata la tolleranza zero, sembra che serva solo ai politici che ci si riempiono la bocca quando sono a caccia di voti.
Per questo ci domandiamo se sia poi così sbagliato difenderci da soli, è colpa di questa incapacità che vediamo in ogni occasione se ci poniamo queste domande.

Siamo schifati, tanto dai pedofili, tanto da questo ridicolo sistema.

Quanti Martin Anthony Smith sono ancora in circolazione?

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martedì 29 marzo 2011

Pervertito libero di uccidere

E adesso tutti si chiedono perché Giovanni Badalotti fosse libero di continuare ad usare violenza, invece di essere in carcere, a scontare Giovanni Badalotti tutti gli altri stupri che aveva commesso, anche a danno di minori.
Questo è solo l'ennesimo caso di incapacità totale dello stato, del suo menefreghismo nell'affrontare il problema della pedofilia, intanto un'anziana di 91 anni, subisce il tentativo di stupro da uno squilibrato, ben conosciuto dalle autorità competenti, un pervertito tale, da sentire un'attrazione sessuale in una 91enne, talmente forte da tentare di violentarla, ed infine ucciderla gettandola dalla finestra.
Un pazzo pericoloso, che fino a quel momento era libero di circolare, di trovarsi affianco ad una bambina, di passeggiare nel parco giochi.
Anche questo episodio, diverrà col tempo “passato e dimenticato” e tutti gli altri pervertiti,
Omicidio Stella Paroni conosciuti da polizia e magistratura, continueranno a circolare liberamente, fino a quando la loro incontrollabile violenza gli farà commettere un omicidio, a morire sarà un'altra persona indifesa, ancora un'anziana oppure un'adolescente, di sicuro succederà, tutti i pervertiti sono arrivati ad uccidere x poi essere finalmente arrestati con pene severe, quelli che non l'hanno fatto, sono ancora liberi.
Le percentuali dimostrano che dal 1998 ad oggi i casi di pedofilia sono aumentati del 12%, quelli di abusi sessuali addirittura del 18%, mentre da un'indagine di telefono azzurro risulta che solo il 4% dei casi viene denunciato, quasi sempre dalle vittime o dai loro famigliari e amici, molto rare sono le denunce e le segnalazioni da chi non è direttamente coinvolto, purtroppo ancora si gira la testa dall'altra parte, tutti si fanno gli affari propri e se ne fregano dagli altri, oppure non sono ben informati di come sia facile fare una segnalazione, dell’anonimato che viene fortemente rispettato, delle indagini approfondite che vengono eseguite x accertarsi, senza ombra di dubbio, che si commettano reati di pedofilia nella segnalazione fatta, un sistema questo, di vitale importanza x distruggere la pedofilia, la totale collaborazione di tutti.
Stella Paroni resta sepolta, aveva 91 anni ma
Stella Paroni la natura o Dio non aveva ancora decretato la sua morte, l'ha fatto un pazzoide pervertito.


In forte stato di ebbrezza, il 42enne, ha attirato l’anziana fuori dall’abitazione, dopo averle staccato il contatore della luce approfittandone per introdursi in casa.
Quando la donna è rientrata è scattata l’aggressione e un tentativo di violenza sessuale, ammesso da Badalotti, che ha poi scaraventato la sua vittima dal balcone del terzo piano.
Una caduta risultata fatale.
Il corpo, completamente nudo, è stato poi caricato su una carriola e gettato in un canale a circa 200 metri di distanza dalla casa, dove è stato notato qualche ora dopo da un passante, un video di sorveglianza riprende l’assassino mentre trasporta il cadavere (VEDI IL VIDEO).


Il 5 maggio è la giornata contro la pedofilia, una giornata di protesta, perché la situazione degenera, l'incapacità e la trascuratezza dello stato permette ai pedofili di compiere azioni spregevoli, disumane, orribili.
I maggiori canali d'informazione non evidenziano la gravità e la crescita del problema.
Si continua a dire di usare la mano pesante contro la pedofilia ma non è stata approvata nessuna legge, negli ultimi anni, che possa ritenersi di elevata severità rispetto alle vigenti, che sono tutte datate e sorpassate, tutela minori business quindi non adeguate, il reato di pedofilia non è esente dai molti benefici di legge, il diritto di privacy tutela fortemente i pedofili, che oltre a restare liberi malgrado le violenze sessuali commesse, possono restare anonimi ed avvicinare i bambini, ignari, come i loro genitori, del rischio che stanno correndo.
Coinvolgere le persone alla lotta contro la pedofilia, dimostrando quanto questo sia importante allo scopo.
Il 5 maggio deve essere un giorno di protesta, dove dobbiamo dimostrare quanto siamo stufi e fermiamo gli orchi soprattutto incazzati contro questo sistema, che continua “di fatto” a tutelare i pedofili e non le loro potenziali vittime. dimostriamo tutto il nostro sdegno, con messaggi di protesta nei social network, nei blog, in ogni spazio del web.
La pedofilia non deve esistere, non possiamo toglierla dalla mente dei pedofili, ma dalle loro mani si, per il bene e la felicità di tutti i bambini, …le mani, ve le tagliamo!!! 

firma

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giovedì 27 gennaio 2011

Condanna per possesso di file pedoporno nel proprio pc

Condannato per pedopornografia anche chi pedoporno ha nell'hard disk del proprio computer file destinati al cestino e quindi cancellati, lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza n. 639 del 13 gennaio.
La corte ha così respinto il ricorso di uno psicologo che era stato condannato a 3 anni di reclusione dalla Corte d'appello di Palermo e l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici per essersi procurato, attraverso l'accesso a internet, pagato con carte di credito, immagini di contenuto pedopornografico.
pedoporno L'avvocato difensore sosteneva che la sola visione e il conseguente acquisto di immagini dal contenuto pornografico con la partecipazione di minori non possa considerarsi reato, ma dimenticava (volontariamente) che dal 1998, con l'articolo 4 della
legge 269 non è più così.
Chi si procura materiale pedopornografico scaricato attraverso downloading da un sito internet a pagamento «offende la libertà sessuale e individuale dei minori coinvolti come il comportamento di chi lo produce», di conseguenza commette un reato anche solo visionando tali immagini, che restano comunque a sua disposizione nel tempo della visione e producono traccia nell'hard disc.
Ma torniamo allo psicologo, che è siciliano e questa è l'unica notizia che sappiamo, la legge sulla privacy, ci impedisce di sapere chi è, ma soprattutto, dove potrebbe tornare ad esercitare, questa legge tutela lui a discapito nostro, che potremmo affidargli nostro figlio come paziente, ignari del pericolo che stiamo correndo.
Nel pc del pedofilo siciliano è stato riscontrato un "elevato numero" delle immagini in questione, come riportato sul referto dei tecnici delle indagini, un "elevato numero" si può riferire a circa 100 o 1.000 oppure 10.000, ma questo non ci è concesso di saperlo.
pedoporno Inoltre il materiale incriminato è stato volontariamente scaricato, risultano i pagamenti con la card, era cestinato nel computer, ma come tutti sappiamo, facilmente recuperabile.
La condanna a 3 anni di reclusione e l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici è dunque definita, la cassazione ha sentenziato e il condannato deve essere recluso x scontare la sua pena, con tre anni di galera, che saranno presto modificati in arresti domiciliari, poi dopo 5 anni (salvo ulteriori benefici di legge), potrà tornare ad esercitare la sua professione.
Una condanna ridicola se consideriamo la "reale gravità" del reato commesso, purtroppo il "cliente" non è ritenuto altrettanto colpevole di chi produce la pedopornografia, mentre invece questa non esisterebbe senza clienti che aumentano la richiesta.
pedoporno Spesso chi acquista questi file non si rende conto o se ne frega di quali atroci sevizie subiscono i minori, molti preferiscono le foto perché si infastidiscono nel sentire i lamenti dei video e non si eccitano abbastanza (che schifo).
Come si può considerare meno colpevole chi compra da chi vende?
E' chiaro che senza domanda non ci possa essere offerta, è una legge di mercato, x cui chi produce e chi consuma è ugualmente colpevole, di un reato gravissimo, non si può dare una condanna a 3 anni, la stessa pena x un furtarello, qui si tratta di bambini torturati, segnati x sempre da questa esperienza allucinante.
pedoporno Si deve colpire chi acquista questo materiale pedoporno, è l'unico modo x fermare questo schifo, praticamente è impossibile risalire a chi lo produce, ma togliendo i "clienti" inevitabilmente si blocca la produzione, x farlo bisogna incrementare la pena, considerare chi visiona come chi tortura materialmente, ci vuole una legge specifica, che non considera perdono, ne pedoporno benefici.
Continuiamo a chiederci perché non sia ancora stata creata, intanto lo psicologo siciliano, protetto dalla riservatezza, si troverà ad esercitare la sua professione al termine dei 5 anni di interdizione, probabilmente avrà clienti minorenni, accompagnati da ignari genitori nelle grinfie del mostro.

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venerdì 14 gennaio 2011

EurAfrica: soldi scomparsi

EurAfrica, grandi progetti, iniziative di solidarietà dall'Europa verso l'africa, logo di EurAfrica conferenze x lodare questa società, tante, tantissime parole, ma zero fatti, in pratica EurAfrica non ha (ancora) fatto niente di concreto.
Con appena 10.000 euro di capitale e nessuna competenza in fatto di smaltimento di rifiuti, diviene affidataria del progetto di recupero della
discarica di Dandora a Nairodi (Kenya).
discarica di Dandora Ma vediamo in che modo riceve questo mandato dal ministero dell'ambiente con supporto economico iniziale di 721.000 euro, dall'allora ministro Pecoraro Scanio:
1) Il governo del Kenya inoltra una richiesta con progetto di esecuzione a quello italiano, in relazione ai gravi danni ambientali causati dalla pessima gestione della
baraccopoli di Korogocho discarica sopra citata, relazionando anche le condizioni di vita disumane delle persone che risiedono nella baraccopoli di Korogocho, sita praticamente tra i rifiuti, 120.000 esseri umani in un kilometro quadro.
2) La documentazione viene accolta dal
Pecoraro Scanio nostro governo e girata al ministero competente, quello dell'ambiente, che aveva già mostrato interesse al problema, andando a visitare la discarica, il ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, accompagnato dal viceministro degli esteri con delega all’Africa  e alla cooperazione, Patrizia Sentinelli, dichiararono di essere rimasti scioccati da tanta miseria, "sembrava di P. Sentinelli essere in un girone dantesco dell'inferno, rovistano tra il pattume in cerca di qualcosa di commestibile, che non sia troppo marcio" dichiarò al ritorno dall'Africa la Sentinelli.
3) Esaminando la documentazione si scopre che non è stata redatta dal governo keniano, nessun ufficio di alcun ministero del Kenya aveva compilato e presentato tale progetto, ulteriori accertamenti dimostrano che a scriverlo era stata la signora Federica
logo della Doralco Fricano, funzionario del ministero italiano dell’ambiente e presentato da un'altra società, la "Doralco", di proprietà (guarda caso) di uno dei soci di Eurafrica, affidatario del mandato e del conseguente sostegno economico.
4) Preso atto che praticamente un'unica società aveva presentato la richiesta e
discarica di Dandora accolta con mandato a se stessa, i funzionari italiani indagano su chi sia e chi la possiede, scoprendo che la sua sede legale è a Napoli, via Arno 36, non in un ufficio ma in casa dell’amministratore unico, Tiziana Perroni, e quella operativa a Roma, viale Mazzini 145, ancora nella casa dell’altro socio, Bruno Calzia, i due sono marito e moglie e praticamente non esiste un ufficio pubblico di riferimento.
Solo un sito web, dove si esalta la grande
homepage EurAfrica professionalità, i grandi progetti, l'enorme territorio di competenza in Africa, Kenya (HQ africano), in Eritrea, in Etiopia, in Sudan e in  Somalia, ma sono in espansione verso altre nazioni africane, trascurando il piccolo particolare che non hanno fatto niente di concreto x nessuno di questi paesi.
5) Considerando i risultati dell'indagine e che EurAfrica non possiede nessuna competenza in fatto di smaltimento di rifiuti, nel caso specifico, ma comunque non
discarica di Dandora dimostra alcuna capacità in nessun tipo di progetto di risanamento ambientale, economico, sanitario e di aiuti umanitari generici, mancando totalmente di esperienza, non avendo mai provveduto alla realizzazione di un programma di solidarietà tra Europa e Africa, inoltre con un capitale di soli 10.000 euro toglie il mandato alla società e blocca i fondi economici.
6) In risposta alla rimozione del mandato l'amministratore unico Tiziana Perroni presenta una lettera “Eurafrica Management and Consulting nasce nel 2002 su iniziativa di Vittorio Travaglini e Bruno Calzia, d’intesa con il gruppo De Nadai, una multinazionale italiana presente ed operante in molti paesi dell’Africa, Medio Oriente, Penisola Arabica, Asia, Nord e Sud America”.
La società "De Nadai" è tra le più attive e rispettate, nasce in Eritrea, dove il suo enorme contributo allo sviluppo agricolo è
logo della De Nadai stato decisivo per abbassare la percentuale di povertà, affidando terreni e macchinari a famiglie che morivano di fame (non per modo di dire), esportando questo ottimo sistema ad altri paesi africani nelle stesse condizioni.
La De Nadai non si limita a fare l'elemosina, ma offre la possibilità alle persone di essere autosufficienti, restituendogli la dignità perduta tra la miseria.
La signora Bianca De Nadai, consultata x confermare l'intesa di collaborazione con EurAfrica, citata nella lettera di Tiziana Perroni dichiara “Ho sentito parlare di questa storia, che però non ha assolutamente il nostro avallo. Noi ne siamo estranei”, in pratica non esiste alcun collegamento tra le due società (chissà perché non ci stupisce affatto).
Per quanto riguarda le persone citate, di Bruno Calzia già sappiamo essere anche lui proprietario della società nonché marito dell'amministratore, Vittorio Travaglini risulta invece proprietario della EurAfrica Kenya, insieme a Carzia, di cui è direttore generale Renzo Bernardi, il rappresentante esclusivo della Beretta, della British Aerospace, della francese Sagem, dell’Oto Melare, tutte società che producono armi.
7) Sulla lettera scritta, la Perroni aggiunge “In considerazione della presenza e dell’affidabilità di Eurafrica in Kenya, la società è stata proposta e indicata dal Ministry of Local Government come project leader”,
Musikari Kombo, che ne era il ministro keniano a quel tempo, è stato raggiunto nel suo ufficio in Harambee Avenue, nel centro di Nairobi, alla richiesta di conferme sulla citazione nella lettera, alzando le mani e con un sorriso ironico risponde “Di questa storia non so nulla”, Musikari Kombo successivamente, dopo verifiche interne al suo ministero si scopre che il suo direttore generale, Salomon Boit, ha organizzato a Nairobi, il 15 agosto 2007, senza avvisare il suo ministro, una riunione cui aveva partecipato, tra gli altri, il direttore generale del ministero dell’ambiente italiano, Corrado Clini. Musikari Kombo fa dell’ironia: “Ma come? In Italia in quel periodo non siete tutti in vacanza?”.
Salomon Boit, chiamato in causa come effettivo mandante dell'incarico a EurAfrica a nome del famigerato Ministry of Local Government dice “Non è vero. Mostrino le nostre lettere d’incarico, se le hanno. Non sapevo nulla della società prima di aver conosciuto quel 15 agosto il loro rappresentante, Renzo Bernardi”.
8) Praticamente tutti amici e conoscenti
tutti amici finché tutto fila liscio, un mandato assegnato ancor prima di avvallare il progetto, ma appena si scopre che il documento non arriva dal ministero del Kenya, nessuno conosce nessuno, nessun chiarimento risulta chiaro, anzi di chiaro emerge che tutta questa storia puzza più della discarica di Dandora.
Io credo in Dio, rispetto chi è ateo come rispetto chiunque la pensa diversamente da me, con gli anni ho imparato a rispettare gli esseri umani in quanto tali, perché nel petto degli uomini esiste un cuore, ma come posso rispettare chi sfrutta la povertà più misera x comprarsi la macchina bella, o la vasca con l'idromassaggio, o chissà quale altro lusso, parlo di rispetto perché credo che una delle cose belle della vita sia guadagnarsi il rispetto della gente onesta.
bambini tra i rifiuti Mi paragono per un attimo a queste persone senza dignità, come sono diversi da me, come sono diversi dalle brave persone, che vedendo immagini di estrema povertà sentono un morso nel cuore, quando scoprono che proprio sfruttando l'estrema povertà i pedofili abusano di bambini che hanno avuto la sfortuna di nascere nella povertà, dove nessuno si accorge della tristezza nei loro occhi, perché nessuno li guarda mai negli occhi.
Nel nostro blog più volte abbiamo scritto che non chiediamo soldi e non li accettiamo, quando qualche brava persona vuole darcene comunque, non sono i soldi che ci aiutano, ma il vostro rispetto, divulgare le malefatte è
discarica di Dandora l'unico modo x fermarle, noi passiamo ore a costruire questi articoli, a fare ricerche su società senza scrupoli, se volete aiutarci, divulgate il nostro blog, se pensate che un altro blog sia migliore del nostro divulgate quello, l'importante è che tutti sappiano che esistono queste persone, che esiste un sistema tanto marcio che le protegge, solo in questo modo possiamo renderle pubbliche, solo rendendole pubbliche possiamo impedirgli di continuare ad esistere.
Alleghiamo l’articolo nel nostro blog “
La baraccopoli dei rifiuti” e il riassunto con rispettive date sulla successione dei fatti linkato nella finestra “vivere nella discarica”.
Non smetteremo di seguire questa vergognosa storia, malgrado qualcuno ci esorta di continuo a farlo.
firma

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RISULTATI SONDAGGIO CASTRAZIONE CHIMICA

Risultati del sondaggio con votazione sulla castrazione chimica:

SI alla castrazione chimica 38%

NO alla castrazione chimica 6%

contrario alle punizioni corporali 5%

meglio la castrazione totale 51%

Risultati del sondaggio con votazione sul bracciale elettronico imposto ai pedofili:

SI 92%
NO 02%

AIUTIAMO MARIAPIA A RIAVERE LE SUE BAMBINE

Ci associamo a questa iniziativa proposta dal gruppo: MOVIMENTO CIVILE CONTRO LA PEDOFILIA - GLI ATTIVISTI, ricevuta da Monia Lorenzetti in favore di Maria Pia e le sue bambine



RAGAZZI INVIAMO OGNI 8 DEL MESE QUESTO MESSAGGIO ALLE AUTORITA’ ITALIANA/BELGA PER AIUTARE MARIA PIA A RIAVERE LE SUE BAMBINE, RAPITE DAL PADRE CHE CON IL NONNO ED ALTRE SPREGEVOLI PERSONE ABUSA DI LORO.



LA BOZZA MAIL DA INVIARE E’:

Sono stato(a) informato(a), via internet, della vicenda della Signora MAOLONI Maria-Pia e delle sue due bambine, Fiona e Milla ANTONINI.

Sono scioccato(a) di sapere che queste due bambine, rapite in Italia, sono oggi, sequestrate in Belgio e affidate alla loro famiglia paterna, sospettata di abusi sessuali .

Sono più di 1148 giorni (3 anni) che la loro mamma, MAOLONI Maria-Pia, rimane senza notizie delle sue bambine. Per altro, la famiglia materna che risiede in Belgio non può nemmeno avere dei contatti con Fiona e Milla, le loro nipotine.

Le devo dire che ho delle difficoltà a capire questa situazione e la domanda che le faccio e’ :

Per quale motivo Fiona e Milla sono state private di qualsivoglia contatto sia con la loro mamma sia con la loro famiglia materna, e perché questa situazione perdura da cosi tanto tempo ?

Voglio sperare che Lei mi potrà aiutare a capire e a rispondere a questa domanda.



Distinti saluti.



COGNOME e NOME



GLI INDIRIZZI A CUI MANDARLA:

taoufik.bensaida@cfwb.be ;spj.mons@cfwb.be ;dgde@cfwb.be ;110@childfocus.org ;jacques.barrot@ec.eeuropa.eu ;stefaan.declerck@just.fgov.be ;laetitia.lambot@cfwb.be ;info@laurette-onkelinx.be ;info@wathelet.fed.be;info@diplobel.fed.be;infodesk@ohchr.org;cbu@unicef.be ;brussels@unicef.org ; amnestynews@amnesty.fr; webmestre@amnesty.fr ;EO@ombudsman.europa.eu; drozenberg@liguedh.be; ldh@liguedh.be ;urgent-action@ohchr.org ; tb-petitions@ohchr.org; 1503@ohchr.org; epbrussels@europarl.europa.eu;roseline.demoustier@just.fgov.be; jean.gautier@diplobel.fed.be; andrew.drzemczewski@coe.int;eo@ombudsman.europa.eu; cdcj@coe.int ; rapt-parental@just.fgov.be ;kinderontvoering@just.fgov.be ;otp.informationdesk@icc-cpi.int ;contact@ajefrance.com;francesco.crisafulli@esteri.it; segreteria.bruxelles@esteri.it; ambbruxelles@esteri.it;segreteria.mons@esteri.it; segreteria.frattini@esteri.it; dgit4@esteri.it; autoritacentrali.dgm@giustizia.it;segrpart.dag@giustizia.it; vicecapodipartimento.dag@giustiziacert.it; giovannipaolo.nuvoli@giustizia.it;segreteria.dgcivile.dag@giustizia.it;










PEDOFILIA IN ITALIA le cifre

Sono 854 ogni anno i bambini scomparsi in Italia dal 1996, più di due al giorno, di cui 380 non sono ancora stati trovati . Sette bambini su mille subiscono violenze, mentre due milioni sono nel mondo i piccoli schiavi del sesso, venduti dai duecento ai mille dollari l'uno. Due bambini al giorno in Italia sono oggetto di abusi sessuali. Negli ultimi quattro anni le violenze su minori sono cresciute di oltre il 90%, passando da 305 nel '96 a 470 nel '97 a 534 nel '98 fino a 586 nel 1999. Mille i processi svolti per reati le cui vittime sono bambini abusati e maltrattati, per un terzo sotto i tre anni. Nella metà dei casi si tratta di violenze sessuali, seguite da abuso fisico (33 %), trascuratezza (21,8%) e abuso psicologico (19,8%). Ma si stima che i casi di pedofilia in Italia siano 21000 all'anno. E la nuova frontiera Internet ? Sono 7650 i siti pedofili identificati e censurati nel 1999, il 55% negli Stati Uniti, il 13% nell'est europeo, il 5% in medio oriente. Ma si stima che possono essere 10 volte tanto. 300 sono le organizzazioni pedofile che si definiscono "culturali", 15 in Italia. Il mercato on-line della pedofilia ha un giro d'affari di oltre 5 miliardi di dollari: solo il settore delle videocassette frutta 280 milioni di dollari. Una foto costa in media 30 dollari ma arriva facilmente a 100 per le violenze e le scene con animali.
Dati: Censis, Telefono Azzurro, Criminalpol

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