Più di 750.000 “predatori” sessuali a caccia di bambini, sono connessi a internet in modo continuativo * 40 milioni di bambini nel mondo sono vittime di abusi sessuali: 1 bambina su 4 e 1 bambino su 9 hanno subito qualche forma di abuso sessuale prima di compiere i 18 anni

lunedì 31 ottobre 2011

perseguitati fino alla resa

 

 

Cari amici, ci rivolgiamo a voi che, da quando abbiamo aperto questo blog ci avete sostenuto, sempre più numerosi, in tutti i modi, siamo spiacenti di comunicarvi che non possiamo continuare a dare voce a questo blog, perché siamo stati perseguitati con l’intento di fermarci, di fermare una lotta assidua contro la pedofilia, che abbiamo sostenuto anche attraverso questo blog.


Perseguitati perché i nostri modi sono stati ritenuti troppo estremi, perché non abbiamo rispettato la privacy di persone che stuprano regolarmente i bambini, nel proprio nucleo famigliare, piuttosto che andando nei paesi dove questa pratica si usa regolarmente (Cambogia, Tailandia, ecc…), perché abbiamo dimostrato che la legge non protegge i bambini vittime degli orchi, ma protegge quest’ultimi, in particolare se benestanti, perché siamo entrati nelle loro vita e li abbiamo sputtanati, ad esempio, vogliamo specificare che è molto facile scoprire chi pratica il turismo pedosessuale, basta sapere che una persona di sesso maschile, di mezza età, va 3-4 volte l’anno in Cambogia per periodi di max una settimana, da solo, pur avendo una famiglia, per capire quale sia lo scopo dei suoi viaggi.
Le Jene, che hanno dedicato spesso i loro servizi a questo tema, con poche indagini hanno raccolto preziose prove dell’enorme affluenza di italiani nel turismo pedofilo e del giro di soldi e di organizzazioni che lo agevolano, la polizia che dispone di mezzi migliori delle

Jene, perché non ha mai avviato un’indagine al riguardo?
Ecco di cosa siamo stati accusati, di aver denunciato questa negligenza, con parole chiare, senza mezzi termini.
Siamo fieri di quanto abbiamo fatto finora, non sarà certo la chiusura del blog a fermarci, siamo cresciuti, ci siamo trovati ed uniti x merito di questo blog, abbiamo creato il gruppo “Odio la Pedofilia”, e nessuno riuscirà mai a dividerci, continueremo a fare tutto quello di cui ci accusano, perché ci accusano di lottare contro la pedofilia, si avete capito bene, in pratica è questo il motivo x cui siamo stati accusati di essere dei fuorilegge.
Il reato più grosso che secondo loro avremmo commesso è quello di aver identificato gli orchi del turismo sessuale e spedito una bella letterina alle loro mogli informandole di dove realmente andavano i loro mariti quando viaggiavano per motivi di “lavoro

2 e soprattutto di cosa andavano a fare, chiaramente noi non abbiamo certo spedito nessuna lettera a nessuna moglie, ma loro sono convinti del contrario. Ci accusano di aver mostrato le foto e i nomi dei pedofili e di essere andati a cercarli, ma noi non abbiamo fatto niente di tutto questo.
Cosa abbiamo fatto finora di male ancora non è chiaro, forse è male aiutare le famiglie vittime della pedofilia, pensate ad una moglie che si trova sola a crescere 2-3 figli senza più il sostentamento del marito arrestato x pedofilia, piuttosto che al conforto morale di cui ha bisogno una moglie quando viene informata che il marito stupra bambini, al bisogno di un psicologo infantile x un bambino violentato dal padre o vittima di un orco sconosciuto.
Lo stato non prevede sostentamenti economici di alcun tipo al riguardo, l’informazione mediatica si limita a comunicare l’arresto di un pedofilo, ma nella maggior parte dei casi la moglie e i figli sono costretti a vivere sotto lo stesso tetto del padre pedofilo quando questi esce di galera, che in genere succede dopo una sola settimana.
Potremmo stare qui a fare esempi da riempire mille pagine, ma siamo stufi di parole, scritte e gridate, l’unico modo x fermare i pedofili è smascherarli agli occhi di tutti, sopprimerli sarebbe la soluzione migliore, ma la violenza non si combatte con la violenza, secondo noi, che vogliamo dare amore e solidarietà, allora l’unica arma che ci resta è sputtanarli, alla faccia della legge sulla privacy, che sembra fatta apposta x proteggerli e x attaccare chi li combatte.
Noi continueremo a farlo, ormai la riteniamo una ragione di vita, per cui ci possono fermare solo togliendocela.
Forse dovremo farlo in modo anonimo, di nascosto, proprio come fanno i delinquenti, ma potranno cambiare i modi ma mai lo scopo, noi siamo i nemici dei pedofili, chi odia i pedofili è nostro amico, come scriviamo sempre sul blog “Il nemico del mio nemico è mio amico”.
Cari amici, non sappiamo descrivere la nostra gratitudine a tutta la solidarietà che abbiamo ricevuto da voi, ci è stata di grande conforto e lo è specialmente adesso, che ci troviamo, nostro malgrado, a combattere in silenzio, di nascosto, ma cosa ce di più bello al mondo di un bambino triste che torna a sorridere, vale qualsiasi persecuzione, qualunque ingiustizia subita.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI

    
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martedì 10 maggio 2011

Possesso di immagini pedopornografiche: 3 anni di galera. FINALMENTE UNA CONDANNA VERA!!!

"la semplice visione di immagini non costituisce reato".
Con questa affermazione,

normalmente gli avvocati difendono i loro clienti pedofili, ma il reato consiste nel modo in cui il pedofilo

si è procurato queste immagini, perché si tratta di immagini realizzate attraverso lo

sfruttamento sessuale dei minori di 18 anni, articolo 4 della legge 269 del 1998.
pedofilia in internetNella maggior parte dei processi però, questa legge veniva facilmente aggirata, gli avvocati

difendevano i loro cliente affermando che non sapevano che tipo di materiale stavano

scaricando o che non era quello che loro avevano richiesto, mantenendo i file nel pc

semplicemente perché si erano dimenticati di cestinarli.
pedofilia in internetNel 2006, poi, la
legge n. 38 ha inasprito ulteriormente le sanzioni prevedendo un'aggravante

quando il materiale detenuto è cospicuo e riformulando anche, in parte, i contenuti della

condotta rilevante sostituendo il fatto di disporre di materiale pornografico con la semplice

detenzione.
Finalmente con questa nuova legge, dal 2006, cominciano le condanne, ma purtroppo

aumentano anche i reati x possesso di pedopornografia digitale, un vero e proprio esercito di

pervertiti scambia questo disgustoso materiale, nel 2010 si arriva ad un aumento del 300%

rispetto al 2006.
Inoltre si comincia ad usare il sistema degli "uppaggi (upload)", cioè si caricano i file su un

disco remoto (spazio offerto gratuitamente da molti siti), e si scambia solamente il link

corrispondente x andare a prelevarlo (download), in questo modo i file di contenuto pedoporno

non si possiedono più nel proprio pc e di conseguenza non si commette il reato.
pedofilia in internetFortunatamente anche questo sistema viene colpevolizzato, nel giugno scorso un giudice

condanna il pedofilo che aveva caricato i file affermando che tutti i siti che offrono il servizio

ritengono direttamente responsabile del contenuto del file, il proprietario dell'indirizzo web (IP) che esegue l'upload,

dimostrando che lo comunica sempre a chi usa il sistema, che questi accetta le regole,

altrimenti non può usufruirne.
Il 13 gennaio di quest'anno la Corte di cassazione, con la sentenza n. 639, ha respinto il

ricorso presentato da uno psicologo siciliano, che era stato sanzionato con 3 anni di

reclusione dalla Corte d'appello di Palermo e l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici per

essersi procurato, attraverso l'accesso a internet, pagando anche con carte di credito, immagini

di contenuto pedopornografico, scaricato poi nei suoi computer.
La cassazione ha così motivato la sentenza: “la condotta penalmente rilevante consiste nel

fatto di procurarsi consapevolmente o di disporre di materiale pornografico realizzato

attraverso lo sfruttamento sessuale dei minori di 18 anni”.
Questa sentenza è molto importante, praticamente possedere foto o video di contenuto

pedopornografico è un reato, non conta come o quando è stato prelevato, che sia stato offerto

gratuitamente o a pagamento, che sia stato visionato x curiosità, x sbaglio o come altro vuole

inventarsi l'avvocato di turno, POSSEDERLO SUL PROPRIO PC E' REATO!!!
pedofilia in internetNel caso dello psicologo siciliano, il suo avvocato cercò di eludere la legge dicendo che i file

incriminati erano nella cartella del cestino, quindi destinati ad essere cancellati del tutto, ma

non è stata considerata un'attenuante, perché da dove erano depositati potevano essere

comunque visionati e anche quando vengono cancellati eseguendo "svuota il cestino"

possono essere ripresi con dei programmi adatti allo scopo.
La legge considera reato anche navigare in siti di contenuto pedopornografico, la polizia

logo CIATDMpostale è l'unica che può visionarli allo scopo di oscurarli, in ogni caso chi si impegna nella

lotta contro la pedofilia online e cerca questi indirizzi web a tale scopo, deve essere

autorizzato da loro, una delle più grandi cacciatrice di pedofili, Aurelia Passaseo, che noi

consideriamo "un esempio da seguire", che ha smascherato tantissimi pedofili, si è ritrovata

un'accusa di pedofilia perché navigava in questi siti, chiaramente l'equivoco si è chiarito in

breve tempo, ma questo deve far riflettere tutte quelle persone che trovandosi (anche

involontariamente) in una pagina web di contenuto pedofilo, restano collegati ad essa solo

perché incuriositi, che poi ci piacerebbe sapere cosa ce di curioso in immagini di tale oscena

perversione.
pedofilia in internetPurtroppo, come abbiamo detto altre volte, queste pagine si aprono automaticamente, spesso

succede a chi naviga comunque in siti di contenuto pornografico, in questo caso è bene

uscirne nel più breve tempo possibile, magari copiando il link x poi passarlo a noi tramite il

messaggio anonimo sul blog.
A gennaio è stato smascherato un gruppo di
hacker che installava software nocivi sui server

di aziende di beauty farm o agriturismi, per vendere on line foto e filmati di abusi su minori,

oltre 1.100 siti di insospettabili aziende (un centinaio solo in Italia), "infettati" a loro insaputa

con materiale pedopornografico messo in vendita attraverso i link inviati con normali tecniche

di spamming.
logo Polizia PostaleE' servito l'aiuto di
Europol x ripulire i server distribuiti in 30 paesi, un sistema di

avanzatissima tecnologica di "web masquerating", eseguito da persone con ottime capacità

informatiche, che solo con le avanzate tecniche e la professionalità di esperti agenti

informatici della polizia europea si è riusciti a bloccare.
La pedopornografia continua ad essere fortemente presente in internet, la ricerca continua di

nuove immagini e soprattutto di nuovi video e, di conseguenza, nuovi abusi ai danni di

innocenti giovani vittime, più è grande la richiesta e più violenze subiranno i bambini.
pedofilia in internetChi cerca queste immagini, questi video, è complice di chi tortura i bambini, forse non si

considera tale, perché non è lui materialmente a farli soffrire, ma è fatto della stessa merda!!!
FINCHE' CI SARA' CHI CERCA MATERIALE PEDOPORNO, CI SARA' LA PEDOFILIA IN RETE!!!
Dobbiamo scovare e denunciare chi possiede questo tipo di file, non sono meno colpevoli di

chi stupra i bambini.
Sailor MoonDobbiamo fare attenzione a quando, navigando in cerca di qualcosa ci troviamo in siti di tutt'altro genere, finestre che pubblicizzano generi di riferimento sessuale, link con titoli di cartoni animati, ma leggermente diversi, ad esempio "Sailor Mon" invece dell'originale "Sailor Moon", specialmente a quest'ultimi link dobbiamo fare attenzione, sono trappole preparate molto bene (purtroppo), x attirare i bambini.
Come difenderci da queste pericolose trappole, lo abbiamo già detto molte volte, ci sono i programmi "parental control", costruiti x la protezione dei bambini nel web, noi abbiamo proposto
NAOMI 3.2.9, se volete sapere come si istalla e come si usa CLICCATE QUI.
logo NAOMIRicordiamoci che tutte le operazioni di polizia, che hanno portato a smascherare organizzazioni di pedofili e i sistemi da loro usati, sono nate da semplici segnalazioni, come nel caso dei 1.100 siti infettati, sopra riportato, l'operazione chiamata "Venice Carnival" è scaturita dalla segnalazione di una nonna che, navigando sulla rete in cerca di un regalo per i suoi nipotini, aveva cliccato sull'indirizzo di un negozio virtuale ritrovandosi su un sito web di abusi sessuali su minori.

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giovedì 5 maggio 2011

Dialoghi nelle chat della pedofilia

Abbiamo pubblicato queste documentazioni, perché riteniamo che, conoscere i sistemi usati dai pedofili, può aiutarci a combatterli ed a difendere i nostri bambini dalle loro perversioni senza scrupoli.

Adescamento on line:
tante vittime e nessun reato

”Dialoghi estrapolati dalle documentazioni di indagine della polizia postale. Anche se le parole più volgari sono state mascherate con i puntini, consigliamo di evitare la lettura ai bambini.” 

Il 10% dei minori che frequentano le chat e i social network è stato avvicinato da un pedofilo. Le più a rischio sono le ragazzine delle scuole medie. E manca ancora una legge per fermare “l’orco” prima che sia troppo tardi
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Adescamento on-line: i primi contatti

Il pedofilo nel giro di 4 ore chiama ben 13 volte una minorenne che non conosce  e che ha un profilo con la sua età (15 anni) sulla chat telefonica di un famoso gestore di telefonia mobile italiano. La minore incuriosita manda un sms al numero sconosciuto che le fa gli squilli.
Minore (M): k 6?
Pedofilo (P): ci sono rimasto male quando ho visto il tuo sms e ho controllato il numero ed ho visto che ho sbagliato io a comporlo, scusami tanto ma tu chi sei? (note: il pedofilo aggancia sempre le ragazzine dicendo di aver inviato per sbaglio, chiamate, sms e squilli al numero sbagliato)
M: Sara e tu?
P: Antonio ma di dove sei?di che paese sei?
Squilli ripetuti alla minore
P: rispondi per favore alla domanda, per piacere…grazie…ma mi vuoi conoscere tramite gli sms?comunque hai un bel nome e non so altro di te.. mi puoi dire qualcos'altro di te per esempio di che paese sei?
M: Di A*** e tu?
P: R****** (note: sono paesi afferenti alla stessa provincia, le confessioni della minore appaiono quindi ancor più pericolose in virtù della vicinanza fisica tra minore e pedofilo e dell’opportunità, mediata dalla conoscenza del pedofilo, di rintracciare facilmente la minore) ma che scuole frequenti?
M: Ipc a R****** quanti anni hai?
P: quasi 21 e tu? (Note: il pedofilo dichiara un’età non corrispondente alla realtà, l’uomo ha 35 anni)..ma non sarò per caso troppo vecchio?
M: si
P: ma dai ho solo 6 anni più di te…anzi 5…
M: vabbè mi sembri carino ed educato quasi quasi mi hai convinto



Adescamento on-line: la relazione amorosa



P: che cosa pensi di me come persona?
M: be non ti conosco molto bene ma oggi mi hai dato una buona impressione
P: anch’io non ti conosco bene ma mi piacerebbe conoscerti meglio comunque mi sei simpatica e sei davvero molto carina e mi hai fatto una bella impressione
M. grazie..quanti complimenti:-) ti mando un bacio smaaack
P: te ne voglio fare tanti altri bellissima…mi mandi altre tue foto??please come vuoi tu, vestita ma meglio se me le mandi nuda…come vuoi…:-) kiss kiss kiss
M: non ho più soldi nel cell come faccio?
P: ti faccio io l’accredito di 3 e dai…ma non ti ci abituare e fammi sognare dai…
M: Scusa Antonio ma vorrei dirti una cosa che mi preme se le tue intenzioni sono quelle di usarmi con te non vorrei più avere a che fare, mentre se hai intenzione di stabilire una relazione seria allora….
P: Io sto cercando una tipa con cui avere una storia seria quindi….puoi stare tranquilla, da me avrai quello che vuoi..
M: ora che te l’ho detto mi sento meglio..



Adescamento on-line: il sesso esplicito



P: Com'è farsi un dito????mi invii qualche foto sexy????smack
M: (note: la minore invia una sua foto) che dici ti piace?
P: bellissimo…dai inviami qualche foto di te in mutande mentre ti tocchi la f***…smack
M:che stai facendo tu?
P: Niente di che sono sdraiato sul letto che me lo sto toccando…tu te la stai toccando?? Rx :-)
Dai mi invii qualche foto sexy…mi fai una p****???:) Dai fammi vedere le tue supertette, il tuo c***, la tua f*** pelosa….rx :-)
P: uff..perchè non me le mandi più le foto, una volta me le avevi fatte vedere…:-) (Note: la minore scrive più lentamente mentre il pedofilo si fa più impaziente, mette molti puntini di sospensione, usa molti emoticons e “baci” virtuali per rassicurarla ma, preso dall’eccitazione, non riesce a contenere la volgarità e non coglie i segnali di titubanza della minore)
M: no le ho dovute cancellare perché ho cambiato il cell e con quello di mia mamma non potevo lasciargli QUELLE foto e soprattutto le tue… dai mandamene tu qualcuna…
P: ti mando quella del mio bel c****, è grosso e lungo tutto per te… :-) smack, sei nuda? Te la posso leccare?
M: sola e nuda
P: ma quante volte hai sc*****?
M: sono vergine :-)…mai, mi sa che sono rimasta l’unica!!:)
P: adesso ti faccio rimediare io :-) smack e kiss kisss ti metti tutta bella nuda e io te lo metto nel c***.



Come difendersi da un pedofilo on line:
di Chiara Ribichini



“Ciao sono Marco. Vorresti un amico che fa tanto per te…cosa vorresti… chiedi”.
“Ciao sono Lucia 13 anni Savona. Una bella rikarika:-) E tu in cambio?”.
“Tue foto e giochi con me”
“Ke foto vuoi?? Non è ke poi ti arrabbi Xké sono troppo pikkola e non ti piaccio?? Dimmelo xké ci rimango male!!!”.
“Tranquilla. Va bene in intimo. Cosa hai fatto di sex fino ad ora?”.
“Mi hanno tokkato un po’”.
Marco ha 47 anni, è stato condannato per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico e per violenza sessuale su minori.
Minori come Lucia che adescava on line.
La conversazione tra Marco e Lucia riportata è infatti la trascrizione di un’intercettazione telematica effettuata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Anche Antonio, 35 anni, ha trovato Sara con pochi click, come dimostrano le intercettazioni pubblicate in esclusiva su Sky.it, Sara ha 15anni.
Antonio si è presentato a Sara come un tardo adolescente.
“Quanti anni hai?”.
“21, sarò per caso troppo vecchio?”.
“Sì”.
“Ma dai ho solo 6 anni più di te”.
“Vabbé, mi sembri carino ed educato quasi mi hai convinto”. 
“Mi piacerebbe conoscerti meglio. Mi mandi una foto?”.
“Scusa Antonio vorrei dirti una cosa che mi preme: se le tue intenzioni sono quelle di usarmi con te non vorrei più avere a che fare…”
“Sto cercando una tipa con cui avere una storia seria quindi...”.
Ma la storia seria finisce così:
“Com’è farsi un dito.
Dai inviami qualche foto mentre ti tocchi”.
“Questa ti piace?”.


Di Sara e Lucia sono pieni i banchi delle scuole medie e poco più.
Perché in chat soprattutto per una ragazzina tra i 12 e i 15 anni è facilissimo cadere nella rete di un pedofilo.
Ma è davvero così?
Per capirlo ho creato un profilo di una 14enne su Facebook e uno di una 12enne sulla chat di Tuttogratis, fingendomi appassionata dei Pokemon.
Un disegnino al posto della foto e via alla ricerca di “nuovi amici”.
Ed ecco un nuovo amico che su Facebook inizia a chattare con me.
“Uff. Hai 14 anni”.
“Perché tu?”.
“37”.
“Ti trucchi?”.
“Sì”.
“Perché”.
“Per sentirmi più grande”.
“Ma tu sei già una donna”.
E la conversazione va avanti per ore.
Ricevo anche in regalo un cuore digitale.
“Ti piace parlare con me o ti annoi perché io sono pikkola e tu sei grande?”.
“Sono grande ma so essere anche bambino”.
“Di dove sei?”.
“Di Torino e tu?”.
“Di Trieste. Peccato, siamo lontani e io cerco amicizie in carne e ossa, ma magari un giorno ci incontreremo”.
Un pedofilo? Forse.

Appena iscritta alla chat di Tuttogratis, invece, mi arrivano in mezz’ora decine di mail da un utente che dice di avere quasi 18 anni. Tutte con lo stesso stile:
“Ciao grazie per avermi accettato sei fidanzata? Ti descrivi?”.
“Castana, capelli lunghi e occhi a mandorla”.
“Complimenti, hai una foto da vedere?”.
“No”.
“Hai già baciato?”.
“No”.
“Ma avresti voglia?”.
“Sì”.
“Io ho una voglia pazza di sentire le tue labbra sulle mie”. E ancora: “Ti posso chiedere una cosa?”.
“Sì”
“Che misura hai di seno?”.
“Ma ti interessa solo il fisico?”.
“No tutto. Cerco una ragazza d’amare”.
Ma insiste: “Di te cosa guardano? Hai dei bei seni? Un bel fisico?”.
Che il pericolo di essere adescati sia alto lo dimostra anche il passaparola che noto sui profili delle mie amiche: “Attenzione all’utente XXX e a XXX: cercano di conoscere e poi adescare ragazze minorenni.” Uno di questi, un 50enne di Milano, scrive sulla bacheca di una “mia amica” di 12 anni: “Sei bellissima, ti vorrei conoscere”.

Le “amiche” che trovo in rete sono ancora più in pericolo di me. Perché accettano amicizie da chiunque, nella convinzione che più contatti hai e più sei importante. Poco importa poi chi ci sia dietro a quel nickname. Poco importa che il nuovo amico abbia accesso a tutte le informazioni private, forse anche per colpa delle impostazioni della privacy poco intuitive e difficili da gestire anche per un adulto.
Non solo. Sul mio profilo non c’è nessuna immagine personale che possa attirare l’attenzione di un pedofilo ma solo disegnini. Sul loro, invece, sì. Centinaia di foto in cui si “improvvisano veline” per uno scatto. Tacchi, minigonne, o intimo. Ricercano ognuna la propria femminilità, la propria capacità seduttiva. Vogliono sentirsi grandi e hanno un’insaziabile curiosità per quel mondo degli adulti che si avvicina. E si dimenticano la loro timidezza. Perché lo schermo non arrossisce e tutto diventa lecito.

Ma quel gioco ad essere grandi può trasformarsi presto in un incubo. Perché è proprio su questo terreno che si muovono i pedofili. Si presentano spesso per tardo adolescenti e riempiono di complimenti le ragazzine. Le lusingano e le fanno sentire donne. Entrano prepotentemente nelle loro teste prima che nel loro corpo. E non le attirano né con le caramelle né con le ricariche ma con le “conversazioni senza tabù”. E quando hanno conquistato la loro fiducia ecco che le conversazioni passano dai messaggi in chat agli sms. Dai toni affettuosi alla volgarità più esplicita. Dalle parole alle foto fino al sesso telefonico e alla masturbazione via web cam e, in alcuni casi, all’incontro e alla violenza sessuale. E quell’amore inizialmente promesso può diventare un abuso.



Conversazioni in chat intercettate tra due pedofili di età compresa tra i 25 e i 35 anni, all’interno di un’indagine under-cover di pedopornografia on-line



Pedofilo 1 - ciao
Pedofilo 2- ciao *** come va?
P1 - tutto ok - tu e d**** avete piantato un bel casino sulla chat...
P2 - possiamo fare qualche scambio?
P1 - adesso sono in ufficio non ho le foto...non dovrei avere nemmeno la chat....
P2 – PERCHE’ UN CASINO? io credo di essere stato piuttosto attento, mica ho mandato roba porno
P1 - casino perchè sono arrivati tutti i messaggi contro...
P2 - ...ma a me va bene anche così!
P1 - a che ora ti trovo a casa?
P2 - io stacco all'una - tempo le due potrei esserci
P1 - a bene, allora direi che ci possiamo risentire alle due, ti va?
P2 - farò il possibile- intanto possiamo fare due chiacchiere
P1 - ok! allora mi cimento sulla chat verso quell'ora, per adesso ti saluto
P2- non ti va di parlare un po?
P1 - va bene. di cosa parliamo?
P2 - hai sentito la notizia di stamattina?
P1 – quale?
P2- poco fa in radio parlavano di un tipo che hanno arrestato qui vicino a t*****
P1 - per questo non mi fido della chat. NO, non ne so niente, cosa è successo?
P2 - un tipo che smazzava foto alla grande, credo che avesse montato un server o roba del genere, era un flash, non hanno dato dettagli
P1 - in queste cose bisogna starci attenti. Per quanto mi riguarda penso di essere un microscopico hobbista e non ci tengo a finire nei casini
P2 - nemmeno io. Per questo scarico dai newsgrup e scambio solo in privato
P1- allora andiamo daccordo. Tieni presente che nel mio caso trattasi di neofita e anche per eventuali scambi non ti devi aspettare più di tanto hai poca roba appunto! non vorrei deluderti ma anch'io scarico solo da news e neanche da molto. Tu a roba come stai?
P2- un cd quasi pieno, sia soft che hard, tu?
P1- quasi tutto soft, ma un poco di hard con roba giovane mi andrebbe molto
P2 - che età?
P1 - un po di tutto, ma non roba troopppo giovane
P2- più o meno?
P1- 12 – 16
P2 – ECCOTELE, che dici?
P1- buono- mi mandi un altro assaggino?
P2 - il "buono" vuol dire che da quel lato sei messo bene?
P1 - buono nel senso che mi interessa
P2 - è una tipa sul materassino in piscina
P1 - ne hai anche di più piccole? più giovani dico
P2 - vabbè diciamo che era una cagatina e certo ho di meglio
P1 - meno male N - di dove sei?
P2 - si, se attendi un minuto  vedo di impegnarmi
P1 - ok - questa ce l'avevo già
P2 - sono di M*****  - aspetta guarda questa
P1 - bella - non proprio piccola, ma mi piace
P2 - quelle che mi fanno impazzire sono le minorenni con le adulte, hai qualcosa del genere?
P1 - credo di si devo controllare - che età preferisci?
P2 - direi 12 - 13- 14
P1 - benone, sono ben fornito - hai anche filmati? - vedo che cominciamo a intenderci
P2 - allora quando torni a casa mi mandi un assaggino?
P1 - contaci  - io ho anche qualche filmato mpg - tu ne hai?
P2 - 0 assooluto te lo ho detto che sono un neofita
P1 - me ne mandi ancora una delle tue? peccato! comunque se come mi auguro rimarremo in contatto, magari una dritta o due ce le potremo scambiare
P2 – te ne arriva un’altra, che dici?
P1 - bella
P2 – ora vado ciao
P1 – ciao



Intervista a Paolo, 40 anni, agente della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino, specializzato nella caccia in rete ai pedofili
di Chiara Ribichini
 

“La rabbia va tenuta lontana. Sempre. Altrimenti si rischia di sbagliare. E un errore può essere fatale: può mandare in fumo un’indagine e mettere in pericolo un’altra vittima”. Paolo ha 40 anni. E’ un cacciatore di orchi on line. Un agente della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino. Ogni giorno si intrufola nel “sottobosco” delle chat, dove i pedofili si scambiano storie, fantasie, ma soprattutto foto e video. Li osserva, li ascolta e si finge uno di loro. Ha imparato il loro linguaggio in codice, le loro esigenze, i loro desideri. Ma ha imparato soprattutto che per sopravvivere a quelle immagini bisogna bucare lo schermo e rivolgere lo sguardo sempre e solo all’obiettivo: prendere il colpevole. “Non bisogna mai entrare in empatia con il minore che subisce l’abuso. Ogni foto, ogni video devono essere analizzati nel modo più oggettivo possibile per cogliere anche il più impercettibile dettaglio che possa essere utile ad identificare il contesto. Noi vediamo ma non guardiamo. E’ questo il nostro segreto”.

Gli occhi azzurri di Paolo“non guardano più” da 11 anni. Da quando, cogliendo al volo un’opportunità professionale, è passato dal classico lavoro di poliziotto di strada ai crimini informatici. Dalle scene di omicidio agli abusi sui minori. “L’impatto è stato forte. Le immagini di violenze sui bambini non sono facili da gestire umanamente. Ma la sfida tra te e il pedofilo che è dietro il monitor è talmente grande che non hai il tempo di ascoltare le emozioni: devi agire”. E agire significa guadagnarsi la fiducia degli “amici giusti” per riuscire ad essere accreditato nelle chat più nascoste, là dove navigano i criminali di maggiore spicco. Ma ci vuole pazienza, possono passare anche mesi. “E’ come quando esci con una nuova comitiva: all’inizio resti in silenzio, ascolti i discorsi degli altri, capti i loro interessi. Ti ambienti e poi inizi ad interagire. Leghi di più con qualcuno e magari ricevi l’invito a un’uscita tra pochi. Così, ad esempio, entri in un forum in cui si parla di camping naturalistici e, riconoscendo qualche parola in codice, ti avvicini a qualcuno che ti invita a parlare in una chat dove si abbandonano le metafore e il linguaggio si fa più esplicito”.
Ma agire può significare anche fingersi vittima. “Nella penultima indagine sono stato Carmen, una ragazza di dodici anni, nella chat di uno dei più importanti gestori telefonici. Ho gettato l’amo e preso due esponenti di spicco: un sacerdote delle Langhe e un pedagogo. Adescavano minori in rete e facevano sesso telefonico con loro”.

Paolo è l’agente che non ti aspetti. T-shirt e pantaloni sportivi ha un’aria informale. E informale e familiare è anche l’ambiente in cui lavora. “Siamo cinque amici prima che colleghi”. Avere un amico come compagno di scrivania aiuta a mantenere un contatto con la realtà. E a difendersi l’un l’altro per evitare che il dramma e la sofferenza che scorre sugli schermi dei pc entri in quella stanza dalle grandi finestre posizionate nella parte alta dei muri, al riparo dagli occhi esterni. “Ci sorvegliamo a vicenda, se mi accorgo che Luca (il suo collega più stretto, ndr) ha un momento di difficoltà, lo convinco per qualche giorno a staccare, ad occuparsi di qualche scartoffia”. E a volte, anche una battuta su un nickname scelto da un pedofilo può aiutare a tenere il distacco necessario. “Nessun cinismo, solo autodifesa”.

Insieme con Luca, Paolo ha conosciuto tanti orchi. In rete e in strada. “In alcuni casi l’incontro è l’unico modo per riuscire ad avere delle prove contro un presunto pedofilo. Simulando l’acquisto di materiale pedopornografico in un bar con uno di loro, ad esempio, ho scoperto il nome di un uomo che attirava i bambini con le figurine dei Pokemon in un locale di Reggio Emilia per poi violentarli”. Paolo ha incontrato operai, professori, sacerdoti. Uomini sposati e non. Trentenni e sessantenni. E li ha arrestati. “Di fronte alle manette restano sorpresi. Faticano a credere che la persona con cui hanno chattato per mesi, a cui magari hanno anche confessato i problemi con la moglie o con il proprio figlio, sia un poliziotto”. Stupore, ma mai nessuna minaccia. Al contrario “C’è chi, uscito dal carcere, è venuto a ringraziarmi. Il pedofilo è un criminale diverso dagli altri, ha dentro di sé la consapevolezza di fare qualcosa di sbagliato”.

Il contatto quotidiano con la pedofilia non ha indurito il carattere di Paolo. Ha saputo “schermare” la sua vita privata. “Non parlo mai del mio lavoro neanche con gli amici più cari. Il timore è che qualcuno possa farsi un’idea sbagliata di un uomo che, seppure per una nobile causa, riesce a guardare per ore l’inguardabile”. Storie irraccontabili anche alla propria compagna. “So che non potrebbe capire. Non può avere la sensibilità. Se voglio sfogarmi chiamo Luca, il mio collega”. A casa, di quel mondo di orchi, resta solo la diffidenza. “Quella non ti abbandona mai. Ma impari a conviverci, a impedire che diventi paranoia. E a non vedere dietro ogni carezza rivolta a un bambino un primo approccio”.

Fonte: polizia postale

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domenica 24 aprile 2011

Adescamento sventato

Con il consenso delle persone coinvolte pubblichiamo questa storia:
La mamma:
(Riportiamo il testo originale scritto dalla signora, aggiungendo solo i link di riferimento)
Ho casualmente conosciuto questo blog e dagli articoli letti mi sono allarmata (avendo un

figlio di 12 anni che passa la maggior parte del suo tempo libero connesso ad internet),

perché ho compreso, quanto sia realmente grande il rischio, che un bambino possa essere

adescato da un pedofilo.
Sono riuscita a leggere alcuni messaggi che scambiava tramite chat e sono rimasta

sconcertata leggendoli, frasi volgari di riferimento al sesso che non avrei mai creduto che mio

figlio potesse anche solo conoscere.
Come poteva essere così ben informato sul sesso?
Chi gli aveva insegnato tutto questo?
Dovevo approfondire assolutamente, c'era qualcosa di poco chiaro.
Tornai sul blog di Zer0nestO e cercai di trovare un sistema x controllare la navigazione, le

chat, i social network che il mio ragazzo usava.
Ho istallato il programma naomi e imparato ad usarlo, tramite le spiegazioni appositamente

collocate nel blog, ho cominciato a controllare mio figlio.
Ho subito scoperto che andava sui siti pornografici, conosciuti ciattando con dei suoi

coetanei, alcuni erano suoi compagni di scuola, alcuni erano molto sospetti, dal frasario

usato non sembravano essere bambini, ma adulti che si spacciavano tali.
Ho chiesto aiuto al blog, in particolare si è occupato del mio problema filobus, del gruppo

"Odio la Pedofilia" direttamente collegato al blog di Zer0nestO.
Filobus ha individuato in particolare un ip che risultava essere di un adulto, questo è stato

messo sotto controllo, seguendo quello che scriveva al mio figliolo e scoprendo chi fosse

realmente questa persona.
Il risultato è stato inquietante, era un pedofilo già conosciuto per aver tentato adescamenti in

rete, con precedenti specifici per pedofilia, aveva già proposto a mio figlio di incontrarsi

davanti alla sua scuola.
A questo punto, per mia richiesta specifica, filobus si è limitato ad avvertire il pervertito che

avevamo smascherato la sua trappola e che se non avesse immediatamente smesso di

ciattare con mio figlio, avremmo preso decisioni più drastiche, avendo come prove tutte le

sue conversazioni.
A smesso di tentare di adescare il mio bambino, per me questo è sufficiente, non voglio avere

altri problemi, resta comunque sotto il controllo del blog, che ha comunque rispettato il mio

volere.
In conclusione ho sventato una seria minaccia di pedofilia ai danni del mio figliolo, di questo

devo eternamente ringraziare il blog ed in particolare filobus.


Filobus:
Quando la signora ha cercato il nostro aiuto, aveva già fatto molto, individuando alcuni

contatti sospetti, analizzando il frasario nelle chat, ho facilmente individuato quello falso, da

alcuni sistemi che usano i pedofili per restare anonimi e fingersi bambini, ad esempio: non

usano mai la webcam, parlano sempre dello stesso cartone animato perché in effetti è l'unico

che conoscono a fondo, mostrano poche foto e sempre le stesse, cercano sempre di spingere

la discussione sul sesso e molti altri metodi di smascheramento.
Individuato il contatto, ho trovato l'indirizzo ip di riferimento e con i miei "sistemi" ho saputo

a chi apparteneva.
Dal nome ho verificato i suoi precedenti, scoperto che era conosciuto come pedofilo e

accertato che stava tentando di adescare il figlio della signora.
Mi sono limitato (per specifica richiesta della signora che desiderava restare anonima) ad

avvertirlo che era stato intercettato e che se non avesse smesso, sarebbe stato denunciato.
Sappiamo di certo che legge il nostro blog e allora approfitto di questa pubblicazione per

ricordargli che, comunque, lo controlliamo e non lasceremo mai che tenti ancora di adescare

bambini, non gli permetteremo di farlo... in ogni modo.
Zer0nestO:
Cara signora, la ringraziamo di aver acconsentito a pubblicare e raccontare lei stessa, il fatto

accaduto, l'abbiamo voluto fare perché speriamo che altre mamme si decidano ad imitarla,

controllando  la navigazione dei loro figli, specialmente quelli che passano molto tempo

collegati ad internet.
La ringraziamo, perché aver salvato suo figlio dalle grinfie di un pervertito, ci da la forza di

andare avanti, in questa faticosa lotta contro la pedofilia, che ci prende tutto il nostro tempo

libero, che spesso ci costringe a trascurare altri impegni importanti.
Salvare anche un solo bambino giustifica e soddisfa tutta la nostra fatica, col tempo abbiamo

identificato molti pedofili, molti siti pedoporno, per merito di tutte le persone che ci aiutano

indicandoci link sospetti, chat e contatti.
Per questo aiuto oltre a lei vogliamo ringraziare altre persone che spesso ci contattano:
Pharma, antibiotic, Riccardo, raeclenyev, Alberto Senatore, Pharmd613, gioxxx, chicca,

gruppo La Colpa, sofia D., Bruno B., Massimiliano, Maristella, Lord Of Psiche, crz, Roby,

Loris, ciccio, bluto, Sara, Andrea, pina, dedu, frida e altri ancora, ci scusiamo per i nominativi

trascurati. 

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lunedì 18 aprile 2011

Come si combatte la pedofilia?

dove sono i siti pedopornografici?
perché non vengono oscurati?
come difendo i miei bambini da questi siti?
Queste sono le domande che un genitore si pone di fronte al rischio della pedofilia online!
bambino nel webCerchiamo di dare le giuste risposte, ma soprattutto cercheremo di spiegare come difenderci dal pericolo di adescamento.
La maggior parte dei server che ospitano siti pedopornografici si trovano negli Stati Uniti, in Russia e in Olanda, attualmente nessuno in Italia, ma questo non ci estromette dal rischio di trovarci involontariamente in uno di questi siti.
il lupo mascheratoNormalmente i link pedofili si aprono automaticamente quando già si naviga alla ricerca di siti pornografici, ma si può aprire una pagina web pedoporno anche cercando siti di cartoni animati, ad esempio:
una signora che cercava dei festoni per il compleanno della figlia, è capitato di scaricare un file chiamato ‘Winnie The Pooh’. Solo a download completato si è accorta che quel file era di contenuto pedofilo.
winnie the poohQuesto chiaramente non è casuale, i file vengono chiamati con i nomi dei cartoni animati volontariamente, proprio per attirare l'attenzione dei bambini.
Purtroppo anche quando viene riconosciuto questo raggiro non è possibile oscurare il file, effettivamente in Italia non esiste ancora una legge ben definita che permetta di farlo (a differenza di quello che accade negli altri Paesi), gli internet service provider hanno l’obbligo di ripristinare un http da cui è stato rimosso del materiale pedopornografico.
Il massimo che possono fare i provider è di applicare dei filtri, ogni mattina la polizia postale intorno alle ore 10, pubblica una black list aggiornata, da quel momento hanno 6 ore di tempo x applicarli, filtri che facilmente vengono aggirati dai produttori dei siti della black list.
I siti contenenti materiale pedopornografico
lista nera inseriti nella lista nera, sono circa un migliaio. Il 60% di questi http e www viene scoperto grazie al monitoraggio h24 della polizia postale, il 40% con le segnalazioni o delle organizzazioni (come Save The Children, Telefono Azzurro, Meter e Ectpat), ed anche dai blog come il nostro, che ci onoriamo di essere uno dei più cliccati in Italia, con l'aiuto di privati cittadini che ci mandano in media una trentina di segnalazioni a settimana, che vengono controllate e verificate con un'organizzazione che non tralascia mai nessun link segnalatoci che poi passiamo  al monitoraggio della polizia postale.
Tutto questo lavoro ci permette di riconoscere i siti pedofili, ma non di oscurarli, almeno finché non esiste una legge ben specifica che permetta di farlo, questo in pratica è il motivo del perché continuano ad esistere, continuano a mostrare filmati o foto gratuitamente, ma è solo l’amo con cui si cerca di attirare l’utente, si fa vedere un’immagine ma poi, per accedere a tutta la galleria, si chiede di pagare con la carta di credito, purtroppo è un mercato fiorente, con molti clienti, esistono veri e propri abbonamenti mensili, malgrado vendere, comprare e scambiare materiale pedopornografico sia illegale.
chat
L'esistenza della pedofilia in rete è ormai appurata, il pericolo di cadere in un tentativo di adescamento è concreto, la percentuale di rischio continua a crescere, malgrado ancora i media e i grandi canali di comunicazione continuano a non dare il giusto spazio a questa minaccia del web, l'informazione sulla gravità del pericolo resta circoscritta ai blog, alle piccole realtà del web che cercano di combattere la pedofilia con le poche armi a disposizione.
X difendere i nostri bambini non possiamo contare sull'aiuto dello stato, piuttosto che della giustizia, che non è in grado di oscurarli, neanche dei provider che non hanno il potere di farlo, l'unico modo è difendersi da soli, con il nostro aiuto ed i nostri consigli, se non conoscete i sistemi di protezione.
logo ass. ita siti contro pedofilia L'unico modo in pratica resta il filtraggio, cioè la possibilità di riconoscere il pericolo e bloccarlo immediatamente, perché un solo minuto di visione di questi perversi siti può essere sufficiente a turbare la psiche di un bambino, perché questi pervertiti sono capaci di attirare l'attenzione di un bambino con un solo minuto, perché sono molto preparati, sanno bene come attirarli, il nostro nemico è molto preparato, dobbiamo esserlo altrettanto.
Praticamente è sufficiente un solo filtro, si chiama NAOMI, è in italiano, facile da comprendere, da istallare e da usare.
logo NAOMIRipetutamente consigliamo questo programma, abbiamo preparato delle spiegazioni x l'uso, con poco del vostro tempo potrete sapere come difendere i vostri bambini, noi siamo sempre disponibili x aiuto, consigli, interventi e quant'altro, il nostro scopo è combattere la pedofilia e aiutare chi vuole combatterla.
paura di guardareDi pedofilia si parla molto, ma di concreto non viene fatto niente x sconfiggerla, noi nel nostro piccolo possiamo fare poco x eliminare questa seria minaccia, ma possiamo difenderci e spiegare come fare a farlo, dando finalmente spazio ai fatti e non solo alle parole.
Abbiamo visto troppi bambini vittime dei pedofili, nel nostro gruppo ci sono ragazzi che purtroppo hanno subito sulla loro pelle questa terrificante esperienza, abbiamo ricostruito l'evolversi dei vari casi che conosciamo, concludendo che si poteva intervenire sempre, prima dell'irreparabile, perché chi poteva e voleva impedire l'abuso non sapeva come fare, o peggio non si era reso conto di quanto stava accadendo.
violenze famigliariLa maggior parte delle violenze sessuali accade nel nucleo famigliare e ce sempre un componente che è contrario, è questo che dobbiamo rendere forte, fargli capire che non è poi così difficile intervenire, che può trovare molte persone disposte ad aiutarlo.
La forza della pedofilia sta nella mancanza di informazione, nell'indifferenza di chi sa, nell'assurda vergogna che si prova a dichiarare di esserne vittime.
Si deve parlare di pedofilia, ma soprattutto si deve agire contro la pedofilia, noi cerchiamo di farlo, andando spesso oltre le nostre possibilità, ci ripaga l'essere riusciti ad aiutare alcune vittime, ad evitare che accadesse, ci ripagano le molte visite che riceviamo sul blog, i messaggi di solidarietà, le richieste di collaborazione, le segnalazioni che arrivano tramite i messaggi anonimi.
Il nostro gruppo “Odio la Pedofilia” all'inizio era formato da 4
odio la pedofilia logo persone, ora siamo quasi 40, con un sistema organizzato che si divide in precisi compiti, ci sono 5 ragazzi che possiedono ottime capacità informatiche, si occupano dei link sospetti, delle chat nei social network, nella ricerca di pedofili nel web, altri si occupano di cercare informazioni e di trasmetterle tramite il blog, abbiamo ragazzi studenti di sociologia che cercano di dare conforto e sostegno alle vittime che ci contattano, collaborano con noi, un psicologo, 2 insegnanti delle scuole superiori, un avvocato, 3 assistenti sociali, che offrono la loro collaborazione ma non fanno parte del gruppo.
odio la pedofilia Nel tempo abbiamo visto e sentito cose da rabbrividire, i pedofili sono dei bastardi pervertiti senza cuore, non vogliamo neanche raccontare una minima parte di quello che abbiamo saputo, possiamo solo dire che viene voglia di vederli pendere da una forca.
contro gli orchi Vogliamo ringraziare le persone che spesso ci fanno segnalazioni di link sospetti, grazie a loro molti siti sono stati bloccati, alcuni pedofili hanno smesso di tentare adescamenti, ognuno di noi può fare molto, più di quanto possa credere.
Anche tu che hai appena letto questo articolo puoi collaborare, la pedofilia ti provoca rabbia… usala per combattere la pedofilia.

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mercoledì 30 marzo 2011

Martin Anthony Smith, considerato pedofilo pericoloso, ma libero di stuprare

Martin Anthony Smith, pericoloso pedofilo Martin Anthony Smith latitante, viene finalmente arrestato il 7 maggio del 2010, è stato un sollievo x tutti noi, considerando che è uno tra i pedofili più pervertiti.
Era ricercato da 2 anni, in seguito alla sua mancata risposta alla libertà provvisoria decretata il 21 gennaio 2008.
Appunto, era in libertà provvisoria, è questo che ci lascia perplessi ancora una volta, malgrado i tanti reati di pedofilia commessi M. A. Smith era libero, continuava ad usufruire dei benefici di legge, eppure è lunga la lista degli abusi sessuali che ha commesso, riconosciuto colpevole di aver stuprato un ragazzo di 13 anni, di atti osceni in luogo pubblico avvicinando una ragazzina di 14 anni nella metropolitana, di attentato al pudore di una ragazza di 16 anni, di tentato stupro di una ragazzina di 15 anni, è fra l'altro, accusato di avere ripetutamente M. A. Smith esibizione da sensitivo abusato negli anni scorsi di una bimba di cinque anni, figlia di una sua compagna e di tentata violenza contro altri minori.
Tutti i reati sono stati da lui commessi tra il 1995 ed il 2005, tra condanne accuse e processi in corso, questo pervertito era ancora libero, se adesso si trova in carcere dal maggio 2010 e solo x non aver rispettato le condizioni della libertà provvisoria, quando sconterà la pena x questo piccolo reato probabilmente tornerà in libertà, malgrado sia considerato tra i più pericolosi criminali della Gran Bretagna, se non vengono confermate le accuse dei ripetuti stupri della bambina di 5 anni, adesso 20enne, oppure gli vengano tolti i benefici di cui ancora usufruisce, tornerà libero.
Martin Anthony Smith, 45 anni, nato a North Shields, è stato acciuffato in Spagna, a Barcellona, ed estradato nel dicembre scorso in Gran Bretagna per rispondere di 13 capi d'accusa che gli sono stati contestati per abusi, molestie, stupro, tentativo di stupro, atti indecenti contro minori

.
Lianne Smith Viveva con la moglie Lianne e due bambini, Rebecca di 5 anni avuta dalla precedente relazione e Daniel di 11 mesi avuto con la moglie Lianne, entrambi i piccoli sono state trovati morti in una stanza dell'Hotel Miramar, nella cittadina turistica di Lloret del Mar, vicino a Barcellona.
Lianne Smith ha confessato di averli uccisi soffocandoli con un sacchetto di plastica e di aver poi tentato il suicidio, motivando l'atroce gesto per il timore che i suoi figli fossero stati portati via dai servizi sociali.
Lasciando una confessione scritta nella Rebecca e Daniel stanza 101, che sarebbe servita quando venivano ritrovati tutti senza vita, ma dopo il mancato tentativo di suicidio (non si capisce bene in quale modo avrebbe cercato di togliersi la vita), lei stessa ha avvertito la reception chiedendo di far intervenire la polizia ed una ambulanza.
Martin Anthony Smith probabilmente è colpevole anche della pazzia della moglie Lianne, che viveva in totale sottomissione, vittima lei stessa della sua perversione, della camera dell'Hotel Miramar sua capacità di circoscrivere le persone, considerando che si spacciava per sensitivo, con il potere di percepire le cose prima che accadessero, addirittura è stato ospite nella trasmissione televisiva Living TV Most Haunted nel 2007, dove dichiarò di avere la capacità di guarire la depressione nelle mani.
L'arresto di Lianne Smith A noi anche stavolta resta solo il rammarico di sapere che la legge non è stata capace di limitare il male che questo pervertito ha fatto, che malgrado si fosse macchiato di uno tra i peggiori reati, che l'abbia fatto più volte, che esistano 13 capi d'imputazione contro di lui, tutti x pedofilia, fosse ancora libero, che l'unico motivo per cui finalmente adesso è in una gabbia è il mancato rispetto dell'accordo di cauzione.

Come si può fermare la pedofilia in questo modo?

E' giusto continuare a credere in questa giustizia?

Per tutti i pedofili in circolazione esiste un buon motivo che permetta di togliergli la libertà, ogni volta che indaghiamo su un arresto ci accorgiamo che la legge è stata troppo permissiva in passato, che il pedofilo aveva commesso già più volte lo stesso reato di cui non aveva pagato il giusto debito, che almeno l'ennesima vittima che ha violentato poteva essere salvata.

I pedofili vanno fermati subito, al primo reato e non all'ennesimo.

Esiste un solo modo, si chiama: tolleranza zero.

fiori x Rebecca e Daniel Significa nessun beneficio, sempre e solo il massimo della pena, togliere il diritto di privacy in modo che tutti sappiano da chi devono tener lontani i propri bambini, non considerare la pedofilia come malattia mentale oppure rinchiudere i pedofili se ritenuti malati di mente perché pericolosi.
E' molto semplice ma non viene mai attuata la tolleranza zero, sembra che serva solo ai politici che ci si riempiono la bocca quando sono a caccia di voti.
Per questo ci domandiamo se sia poi così sbagliato difenderci da soli, è colpa di questa incapacità che vediamo in ogni occasione se ci poniamo queste domande.

Siamo schifati, tanto dai pedofili, tanto da questo ridicolo sistema.

Quanti Martin Anthony Smith sono ancora in circolazione?

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martedì 29 marzo 2011

Pervertito libero di uccidere

E adesso tutti si chiedono perché Giovanni Badalotti fosse libero di continuare ad usare violenza, invece di essere in carcere, a scontare Giovanni Badalotti tutti gli altri stupri che aveva commesso, anche a danno di minori.
Questo è solo l'ennesimo caso di incapacità totale dello stato, del suo menefreghismo nell'affrontare il problema della pedofilia, intanto un'anziana di 91 anni, subisce il tentativo di stupro da uno squilibrato, ben conosciuto dalle autorità competenti, un pervertito tale, da sentire un'attrazione sessuale in una 91enne, talmente forte da tentare di violentarla, ed infine ucciderla gettandola dalla finestra.
Un pazzo pericoloso, che fino a quel momento era libero di circolare, di trovarsi affianco ad una bambina, di passeggiare nel parco giochi.
Anche questo episodio, diverrà col tempo “passato e dimenticato” e tutti gli altri pervertiti,
Omicidio Stella Paroni conosciuti da polizia e magistratura, continueranno a circolare liberamente, fino a quando la loro incontrollabile violenza gli farà commettere un omicidio, a morire sarà un'altra persona indifesa, ancora un'anziana oppure un'adolescente, di sicuro succederà, tutti i pervertiti sono arrivati ad uccidere x poi essere finalmente arrestati con pene severe, quelli che non l'hanno fatto, sono ancora liberi.
Le percentuali dimostrano che dal 1998 ad oggi i casi di pedofilia sono aumentati del 12%, quelli di abusi sessuali addirittura del 18%, mentre da un'indagine di telefono azzurro risulta che solo il 4% dei casi viene denunciato, quasi sempre dalle vittime o dai loro famigliari e amici, molto rare sono le denunce e le segnalazioni da chi non è direttamente coinvolto, purtroppo ancora si gira la testa dall'altra parte, tutti si fanno gli affari propri e se ne fregano dagli altri, oppure non sono ben informati di come sia facile fare una segnalazione, dell’anonimato che viene fortemente rispettato, delle indagini approfondite che vengono eseguite x accertarsi, senza ombra di dubbio, che si commettano reati di pedofilia nella segnalazione fatta, un sistema questo, di vitale importanza x distruggere la pedofilia, la totale collaborazione di tutti.
Stella Paroni resta sepolta, aveva 91 anni ma
Stella Paroni la natura o Dio non aveva ancora decretato la sua morte, l'ha fatto un pazzoide pervertito.


In forte stato di ebbrezza, il 42enne, ha attirato l’anziana fuori dall’abitazione, dopo averle staccato il contatore della luce approfittandone per introdursi in casa.
Quando la donna è rientrata è scattata l’aggressione e un tentativo di violenza sessuale, ammesso da Badalotti, che ha poi scaraventato la sua vittima dal balcone del terzo piano.
Una caduta risultata fatale.
Il corpo, completamente nudo, è stato poi caricato su una carriola e gettato in un canale a circa 200 metri di distanza dalla casa, dove è stato notato qualche ora dopo da un passante, un video di sorveglianza riprende l’assassino mentre trasporta il cadavere (VEDI IL VIDEO).


Il 5 maggio è la giornata contro la pedofilia, una giornata di protesta, perché la situazione degenera, l'incapacità e la trascuratezza dello stato permette ai pedofili di compiere azioni spregevoli, disumane, orribili.
I maggiori canali d'informazione non evidenziano la gravità e la crescita del problema.
Si continua a dire di usare la mano pesante contro la pedofilia ma non è stata approvata nessuna legge, negli ultimi anni, che possa ritenersi di elevata severità rispetto alle vigenti, che sono tutte datate e sorpassate, tutela minori business quindi non adeguate, il reato di pedofilia non è esente dai molti benefici di legge, il diritto di privacy tutela fortemente i pedofili, che oltre a restare liberi malgrado le violenze sessuali commesse, possono restare anonimi ed avvicinare i bambini, ignari, come i loro genitori, del rischio che stanno correndo.
Coinvolgere le persone alla lotta contro la pedofilia, dimostrando quanto questo sia importante allo scopo.
Il 5 maggio deve essere un giorno di protesta, dove dobbiamo dimostrare quanto siamo stufi e fermiamo gli orchi soprattutto incazzati contro questo sistema, che continua “di fatto” a tutelare i pedofili e non le loro potenziali vittime. dimostriamo tutto il nostro sdegno, con messaggi di protesta nei social network, nei blog, in ogni spazio del web.
La pedofilia non deve esistere, non possiamo toglierla dalla mente dei pedofili, ma dalle loro mani si, per il bene e la felicità di tutti i bambini, …le mani, ve le tagliamo!!! 

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venerdì 18 marzo 2011

Insospettabile laureato: pedofilo stupratore. E’ ORA DI DIFENDERCI

Adescata tramite facebook e  stuprata una bambina di 13 anni da un uomo di 37, che era pedofilia nel webin procinto di sposarsi, laureato, con una buona posizione sociale, lavora in una società di montaggio audio-video della zona di Pisogne (Brescia), il solito insospettabile, che continuerà comunque a restare tale perché protetto dalla legge sulla privacy.
A scoprire la tremenda esperienza che aveva subito la bambina, cadendo nelle fauci dell'orco, sono stati i suoi genitori, la ragazzina, come succede quasi sempre, si era chiusa nel silenzio, non ha cercato il conforto e l'aiuto dei suoi genitori, che sono riusciti a capire cosa gli accadeva dal conseguente cambiamento nel suo comportamento, chiuso, triste, irrequieto.
pedofilia nel web
Una storia già vista (purtroppo) mille volte, che conosciamo a memoria, troppo tardi si scoprono queste cose, malgrado tutti conoscono i rischi che corrono gli adolescenti di cadere nelle trappole dei pedofili tramite i
social network, non si provvede a prevenirne il pericolo, pensiamo che non possa toccare proprio alla nostra famiglia, non diamo peso alla cosa, perché non immaginiamo o non sappiamo quanto sia realmente grande il rischio.
pedofilia nel webColpa dei grandi canali di informazione, che non danno il giusto risalto al problema, restiamo noi piccoli blog che dedichiamo tutto il nostro tempo a questa causa, x amore e senso di protezione verso i nostri bambini, cuccioli indifesi che senza di noi sono in balia di un mondo pieno di perversione.
Il pedofilo di Brescia ha teso la trappola col tempo, riuscendo pazientemente a conquistare la fiducia della 13enne, con metodi ben congeniati che i pedofili conoscono bene, metodi che richiedono tempo, metodi che anche noi che combattiamo contro di loro
conosciamo bene, che sappiamo come intercettare, come prevenire.
Il pervertito è riuscito a fissare un incontro con la bambina (dopo oltre 3 mesi di chat) in un paese della
Valcamonica, nel corso del quale la tredicenne è stata costretta a subire violenza sessuale.
pedofilia nel web
Il pedofilo è vulnerabile proprio nel periodo in cui chattando cerca di ottenere la fiducia della sua vittima, nella maggior parte dei casi comincia spacciandosi x suo coetaneo, mostrando foto false, ma non si mostra mai tramite webcam, inventando scuse del tipo che è rotta, che i genitori non vogliono comprarne una, che è troppo timido e non riesce a mostrarsi.
Tutti questi raggiri sono stati usati anche dal pedofilo bresciano, sarebbe bastato istallare un programma
parental control x fermarlo in tempo, abbiamo dedicato interi articoli, spiegando come funzionano, come si istallano, quanto siano facili da usare, quanto siano indispensabili.
pedofilia nel web
Non cadiamo nell'errore di pensare che il rischio della pedofilia non possa riguardare la nostra famiglia, chiaramente noi auguriamo a tutti che mai si possano trovare dentro a questo incubo, ma l'Italia è il quinto paese x uso di pedofilia online, questo deve bastare x cercare di proteggere i nostri figli, i social network sono il maggior sistema di comunicazione dei giovani, questo lo sappiamo tutti.
pedofilia nel webCi rendiamo conto che possiamo sembrare troppo allarmisti, ma abbiamo tutte le ragioni x esserlo, il pericolo è dietro l'angolo, lo dicono le statistiche, non facciamo altro che comportarci di conseguenza, se noi genitori teniamo sotto controllo le navigazioni dei nostri ragazzi, questi non rischiano di finire nelle trappole, facendo un rapporto tra le percentuali, possiamo affermare che gli adolescenti, quando sono collegati ai social network, camminano su un terreno minato, noi adulti possiamo essere in grado di riconoscere le mine sul loro cammino, è nostro dovere scovarle, impedire che possano metterci i piedi sopra.
gruppo ODIO LA PEDOFILIA
E' arrivato il tempo che interveniamo, che realizziamo l'esistenza di questo pericolo e lo affrontiamo, è inutile girarci intorno, se i genitori della piccola 13enne avessero ascoltato i nostri consigli e attivato i sistemi di protezione che proponiamo, adesso la loro bambina non vivrebbe col ricordo della più atroce delle esperienze, lo stupro, che distrugge la psiche di una donna matura, figuriamoci di una bambina.
Ci piange il cuore puntare il dito sui genitori, che pur sono riusciti ad intervenire ed a scoprire cosa stava accadendo alla figlia, comprendiamo la loro disperazione, (
è ora di difendercinel nostro gruppo ci sono persone che hanno vissuta personalmente la pedofilia), ma vogliamo fermare i pedofili, vogliamo gridare l'esistenza della pedofilia nel web, lo faremo finché avremo fiato.
Proteggiamo i nostri bambini, attiviamo le protezioni, difendiamoci insieme.
Per qualsiasi dubbio, consiglio, sospetto, siamo a vostra disposizione, conosciamo bene i metodi che usano i pedofili, i loro approcci, i loro sistemi x abbindolare i ragazzi, possiamo aiutarvi
finestra nel bloga scovarli "in tempo".
Tramite il blog potete trovare il modo di contattarci, vi garantiamo l'assoluta riservatezza, potete farlo anche in modo anonimo, usando il sistema di "messaggi anonimi".
Se non conoscete i programmi "parental control" potete consultare
QUESTA PAGINA dove troverete il programma adatto, con le spiegazioni x l'uso e l'istallazione.
Se x qualsiasi motivo non desiderate consultare il nostro blog, ci sono altri siti adatti al problema,
don Fortunato Di Noto, con l'associazione Meter, non è importante che lo facciate con noi, è importante che lo facciate.
don Fortunato Di Noto
Noi desideriamo vedere tutti i bambini del mondo felici, perché il volto della vita è quello di un bambino che sorride.
Noi odiamo chi fa del male ai bambini, lo combattiamo, combattilo con noi, adesso sai come si fa.
Nel frattempo un maresciallo dei carabinieri ha tentato di adescare la sua nipotina tramite chat, spacciandosi x suo coetaneo, è stato smascherato in tempo perché la madre della bimba controllava le sue navigazioni, incastrando il militare pedofilo col suo stesso sistema. 

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RISULTATI SONDAGGIO CASTRAZIONE CHIMICA

Risultati del sondaggio con votazione sulla castrazione chimica:

SI alla castrazione chimica 38%

NO alla castrazione chimica 6%

contrario alle punizioni corporali 5%

meglio la castrazione totale 51%

Risultati del sondaggio con votazione sul bracciale elettronico imposto ai pedofili:

SI 92%
NO 02%

AIUTIAMO MARIAPIA A RIAVERE LE SUE BAMBINE

Ci associamo a questa iniziativa proposta dal gruppo: MOVIMENTO CIVILE CONTRO LA PEDOFILIA - GLI ATTIVISTI, ricevuta da Monia Lorenzetti in favore di Maria Pia e le sue bambine



RAGAZZI INVIAMO OGNI 8 DEL MESE QUESTO MESSAGGIO ALLE AUTORITA’ ITALIANA/BELGA PER AIUTARE MARIA PIA A RIAVERE LE SUE BAMBINE, RAPITE DAL PADRE CHE CON IL NONNO ED ALTRE SPREGEVOLI PERSONE ABUSA DI LORO.



LA BOZZA MAIL DA INVIARE E’:

Sono stato(a) informato(a), via internet, della vicenda della Signora MAOLONI Maria-Pia e delle sue due bambine, Fiona e Milla ANTONINI.

Sono scioccato(a) di sapere che queste due bambine, rapite in Italia, sono oggi, sequestrate in Belgio e affidate alla loro famiglia paterna, sospettata di abusi sessuali .

Sono più di 1148 giorni (3 anni) che la loro mamma, MAOLONI Maria-Pia, rimane senza notizie delle sue bambine. Per altro, la famiglia materna che risiede in Belgio non può nemmeno avere dei contatti con Fiona e Milla, le loro nipotine.

Le devo dire che ho delle difficoltà a capire questa situazione e la domanda che le faccio e’ :

Per quale motivo Fiona e Milla sono state private di qualsivoglia contatto sia con la loro mamma sia con la loro famiglia materna, e perché questa situazione perdura da cosi tanto tempo ?

Voglio sperare che Lei mi potrà aiutare a capire e a rispondere a questa domanda.



Distinti saluti.



COGNOME e NOME



GLI INDIRIZZI A CUI MANDARLA:

taoufik.bensaida@cfwb.be ;spj.mons@cfwb.be ;dgde@cfwb.be ;110@childfocus.org ;jacques.barrot@ec.eeuropa.eu ;stefaan.declerck@just.fgov.be ;laetitia.lambot@cfwb.be ;info@laurette-onkelinx.be ;info@wathelet.fed.be;info@diplobel.fed.be;infodesk@ohchr.org;cbu@unicef.be ;brussels@unicef.org ; amnestynews@amnesty.fr; webmestre@amnesty.fr ;EO@ombudsman.europa.eu; drozenberg@liguedh.be; ldh@liguedh.be ;urgent-action@ohchr.org ; tb-petitions@ohchr.org; 1503@ohchr.org; epbrussels@europarl.europa.eu;roseline.demoustier@just.fgov.be; jean.gautier@diplobel.fed.be; andrew.drzemczewski@coe.int;eo@ombudsman.europa.eu; cdcj@coe.int ; rapt-parental@just.fgov.be ;kinderontvoering@just.fgov.be ;otp.informationdesk@icc-cpi.int ;contact@ajefrance.com;francesco.crisafulli@esteri.it; segreteria.bruxelles@esteri.it; ambbruxelles@esteri.it;segreteria.mons@esteri.it; segreteria.frattini@esteri.it; dgit4@esteri.it; autoritacentrali.dgm@giustizia.it;segrpart.dag@giustizia.it; vicecapodipartimento.dag@giustiziacert.it; giovannipaolo.nuvoli@giustizia.it;segreteria.dgcivile.dag@giustizia.it;










PEDOFILIA IN ITALIA le cifre

Sono 854 ogni anno i bambini scomparsi in Italia dal 1996, più di due al giorno, di cui 380 non sono ancora stati trovati . Sette bambini su mille subiscono violenze, mentre due milioni sono nel mondo i piccoli schiavi del sesso, venduti dai duecento ai mille dollari l'uno. Due bambini al giorno in Italia sono oggetto di abusi sessuali. Negli ultimi quattro anni le violenze su minori sono cresciute di oltre il 90%, passando da 305 nel '96 a 470 nel '97 a 534 nel '98 fino a 586 nel 1999. Mille i processi svolti per reati le cui vittime sono bambini abusati e maltrattati, per un terzo sotto i tre anni. Nella metà dei casi si tratta di violenze sessuali, seguite da abuso fisico (33 %), trascuratezza (21,8%) e abuso psicologico (19,8%). Ma si stima che i casi di pedofilia in Italia siano 21000 all'anno. E la nuova frontiera Internet ? Sono 7650 i siti pedofili identificati e censurati nel 1999, il 55% negli Stati Uniti, il 13% nell'est europeo, il 5% in medio oriente. Ma si stima che possono essere 10 volte tanto. 300 sono le organizzazioni pedofile che si definiscono "culturali", 15 in Italia. Il mercato on-line della pedofilia ha un giro d'affari di oltre 5 miliardi di dollari: solo il settore delle videocassette frutta 280 milioni di dollari. Una foto costa in media 30 dollari ma arriva facilmente a 100 per le violenze e le scene con animali.
Dati: Censis, Telefono Azzurro, Criminalpol

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